(GAZZETTA) | Cristian Brocchi oggi si diverte a insegnare ai ragazzi. A lungo è stato protagonista in campo con Milan e Lazio. In rossonero ha vinto, tra i tanti trofei, due Champions e uno scudetto. In biancoceleste ha alzato al cielo due Coppe Italia. Quella di stasera a San Siro…

(GAZZETTA) | Cristian Brocchi oggi si diverte a insegnare ai ragazzi. A lungo è stato protagonista in campo con Milan e Lazio. In rossonero ha vinto, tra i tanti trofei, due Champions e uno scudetto. In biancoceleste ha alzato al cielo due Coppe Italia. Quella di stasera a San Siro è (anche) la sua partita.

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1 Di Milan-Lazio lei ne ha giocati sei. Quello di oggi come se lo immagina?
«Tutte e due le squadre sono in difficoltà. E allora sarà una partita aperta, perché a nessuna interessa il pari. In campo ci saranno molti giocatori di qualità che possono decidere il match».

2 Magari Balotelli: perché è sempre discusso?
«Dico una cosa: Mario non ne uscirà più e di questo deve essere consapevole. Lui, e chi gli sta intorno, ha creato il personaggio, ora non può pretendere che non si parli di lui in un certo modo. Piuttosto, trovi la forza di reggere la pressione».

3 Nella Lazio invece in discussione c’è Hernanes: se lo aspettava?
«La situazione andava presa di petto prima, in estate, per non creare equivoci successivi. Se davvero al brasiliano fossero venuti a mancare gli stimoli, sarebbe stato più giusto separarsi».

4 Qual è il motivo della crisi Milan?
«Mancano all’interno della squadra lunione e sicurezze che l’anno scorso hanno prodotto la rincorsa Champions. Vanno ricreate. I giocatori e Allegri si appoggino alla società».

5 E nella Lazio che succede?
«Petkovic non ha trovato uno zoccolo duro di 89 uomini. Tutte le più grandi d’Europa l’hanno, nella Lazio ogni volta la formazione cambia radicalmente».

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