(CDS) | L’indiscrezione è rimbalzata ieri pomeriggio da Zurigo, veicolata dal sito del quotidiano Blick, di cui non si discute l’attendibilità. Vladimir Petkovic è uno dei cinque candidati per la panchina della Svizzera, che dopo il Mondiale in Brasile dovrà raccogliere l’eredità di Ottmar Hitzfeld. Il tecnico di Sarajevo non…
(CDS) | L’indiscrezione è rimbalzata ieri pomeriggio da Zurigo, veicolata dal sito del quotidiano Blick, di cui non si discute l’attendibilità. Vladimir Petkovic è uno dei cinque candidati per la panchina della Svizzera, che dopo il Mondiale in Brasile dovrà raccogliere l’eredità di Ottmar Hitzfeld. Il tecnico di Sarajevo non è l’unico in corsa, ma deve battere la concorrenza di altri autorevoli pretendenti. I due favoriti sono Thorsten Fink, che ha lavorato anche in Bundesliga e sino a metà settembre ha guidato l’Amburgo, e Christian Gross, decisamente il più esperto, perché è stato a lungo sulla panchina del Basilea dopo aver allenato il Tottenham prima delle ultime esperienze con Stoccarda e Young Boys. Petkovic viene messo da Blick in seconda fila accanto a Roberto Di Matteo, ex Chelsea, e al suo amico Pierluigi Tami, che guida da diverso tempo l’under 21 della Svizzera. Blick aggiunge che Petkovic è libero, non avendo rinnovato il contratto con la Lazio. Nessuna informazione su possibili contatti con la federazione elvetica. Per adesso potrebbe trattarsi di un’idea e il futuro del tecnico di Sarajevo di sicuro si deciderà più avanti. Forse è ancora presto per vederlo sulla panchina di una nazionale. E’ un allenatore cosiddetto di “campo” e si nutre del lavoro quotidiano, ma il ruolo di commissario tecnico di un Paese che lo ha adottato nel 1987, quando è fuggito dalla Bosnia, potrebbe avere un fascino irresistibile. Oggi, però, i suoi pensieri sono concentrati sul rilancio della Lazio.
RIAVVICINAMENTO – Domenica notte, nella pancia di San Siro, Lotito è tornato ad accarezzarlo affettuosamente. Immagini girate da Sky e testimoniate da cronisti che hanno assistito all’incontro tra il presidente e l’allenatore della Lazio, mai così tenero e dolce in tempi recenti. Se non è scoppiato il sereno, certamente la tensione si è molto allentata rispetto ai giorni scorsi. La società biancoceleste, che pure non era contenta della piega iniziale presa dalla stagione e aveva fortemente discusso certe scelte del suo allenatore, ha rafforzato Petkovic, gli ha dato fiducia e inviato dei segnali chiari allo spogliatoio, che non lo aveva mollato ma si stava adagiando, rifugiandosi dietro ai soliti alibi. Lotito ha responsabilizzato i suoi giocatori e non ha discusso il tecnico. La Lazio ha ripreso slancio, ritrovando entusiasmo e risultati. In attesa del gioco, non ancora convincente, il successo sul Cagliari ha allontanato la fase più acuta della crisi e il pareggio in rimonta di San Siro ha certificato i progressi caratteriali e di personalità di una squadra che in altre circostanze si sarebbe squagliata, facendosi travolgere.
SCENARI – Petkovic ha congelato il proprio futuro. Con la Lazio è stato stabilito un patto. Risale all’estate scorsa, le parti lo stabilirono dopo il successo in Coppa Italia. Di contratto se ne riparlerà in primavera, non prima. Anche Reja preferiva confrontarsi con la società di anno in anno. Ma in carriera si è sempre comportato nello stesso modo. I dirigenti, che avrebbero voluto rinnovare tra fine maggio e inizio giugno, non hanno voluto mettere in difficoltà Vlado. E lo stesso ragionamento può valere al contrario. Non è detto che la Lazio abbia intenzione di proseguire. A dir la verità, una Lotito e Tare si riserveranno di decidere più avanti. Rischia anche Petkovic, che in estate sembrava spaventato dall’idea di giocarsi la reputazione costruita nella sua prima stagione italiana. Come se la Coppa Italia potesse diventare il trampolino di lancio verso panchine ancora più importanti. E’ umile e ambizioso Petkovic, s’è costruito attraverso una lunga gavetta, ora deve confermarsi in Italia e sta attraversando difficoltà che nei primi mesi di avventura a Formello non aveva avvertito. I prossimi mesi, il campionato e l’Europa League come possibile obiettivo prioritario della stagione, stabiliranno se la Lazio e Petkovic continueranno a crescere insieme o si separeranno, come sino a pochi giorni fa sembrava scontato.
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