«Siamo più forti», è stato il proclama di Petkovic. Non era una smargiassata, Vlado non è uno spaccone, non s’atteggia mai in conferenza stampa. E’ una realtà, è un dato di fatto, è una Lazio migliore, più forte perché più completa, proiettata nel futuro perché più giovane di circa tre…

«Siamo più forti», è stato il proclama di Petkovic. Non era una smargiassata, Vlado non è uno spaccone, non s’atteggia mai in conferenza stampa. E’ una realtà, è un dato di fatto, è una Lazio migliore, più forte perché più completa, proiettata nel futuro perché più giovane di circa tre anni rispetto ad un anno fa (l’età media è scesa dai 29 ai 26 anni). Quel “siamo più forti” è il motto della nuova annata, va visto sotto un’ottica precisa, al contrario diventerebbe un boomerang pericoloso. Quel proclama è il segno delle nuove ambizioni che si cullano a Formello, ecco la chiave di lettura più giusta. La crescita, il rafforzamento, è visibile in tutti i settori: all’interno di una società meno istintiva e uterina (sperando che l’era dei fuori rosa sia finita e che non si indebolisca la squadra in corsa), capace di centrare gli obiettivi di mercato senza faticare, allargando i cordoni della borsa senza correre a rimpinguarla subito. E’ una Lazio più forte in panchina perché il progetto Petkovic va avanti seppur con la scadenza del contratto fissata al 30 giugno 2014: sarebbe bene discutere subito il rinnovo evitando di farlo a stagione in corso, la firma darebbe ancora più forza all’allenatore, sarebbe la ciliegina sulla torta di un’estate ricca. Bisogna essere sempre più forti, non bisogna mai accontentarsi. «Ora siamo pari, andremo avanti a braccetto», è stata l’altra comunicazione di Vlado. E allora avanti insieme parimenti, che la strada sia lunga. E’ l’unione che fa la forza, non si dimentichi.

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Fonte: Il Corriere dello Sport

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