Più invecchia, più gioca, più ringiovanisce, più è forte: «Spero di ripetere l’ultima annata, ho centrato il record di presenze a 36 anni, è stato un bel traguardo, voglio continuare a fare bene e portare a casa qualche altro trofeo» . Sempre più Beppe Biava, highlander della Lazio e della…

Più invecchia, più gioca, più ringiovanisce, più è forte: «Spero di ripetere l’ultima annata, ho centrato il record di presenze a 36 anni, è stato un bel traguardo, voglio continuare a fare bene e portare a casa qualche altro trofeo» . Sempre più Beppe Biava, highlander della Lazio e della serie A. Era e resta uno dei migliori difensori del campionato, non solo uno dei più esperti. Anziano? Non è un etichetta che gli appartiene.

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Biava, dica la verità, sta già studiando Tevez?
«E’ uno di quei giocatori che definisco imprevedibili. E’ piccoletto, ha una struttura fisica particolare, potrebbe metterti in difficoltà entrando in forma subito, Llorente è diverso, è più possente. Non è un discorso che riguarda i singoli: serve un lavoro di squadra per arginare l’attacco della Juventus».

Come si fa a battere la Juve? La Supercoppa s’avvicina…
«E’ una squadra tosta, si è rinforzata, sarà una finale difficile. E’ una gara unica, è uno scontro diretto, può succedere di tutto. Se giocheremo come nella semifinale di Coppa Italia potremo batterla, magari sfruttando anche un pizzico di fortuna. Noi ci crediamo, abbiamo le qualità per vincere».
Fuori i tifosi cantano, le era mai capitato di vivere un ritiro con tanto entusiasmo?
«No, non ci aspettavamo così tanta gente. Lavorare, faticare, sentendo accanto i tifosi è uno stimolo in più, ci aiutare a fare meglio».
Siete già a buon punto, la preparazione è accelerata…
«Abbiamo caricato un po’ di più, il preparatore ci conosce meglio, un anno fa doveva inquadrarci fisicamente. Tra poche settimane ci giocheremo la Supercoppa, vogliamo anche questo trofeo».
Tante squadre sono state stravolte, la Lazio è stata solo ritoccata, è un vantaggio?
«Sì, può esserlo. Abbiamo chiuso al settimo posto, potevamo fare meglio. Nel girone di ritorno abbiamo vissuto due-tre mesi difficili, di appannamento, hanno compromesso la lotta Champions. Quest’anno ci siamo rinforzati, è arrivato Biglia, un ottimo centrocampista. E’ stato preso un difensore come Novaretti, mi sembra molto valido. In più ci sono tanti giovani interessanti come Keita, Cataldi e gli altri, hanno voglia di emergere. Siamo lo stesso gruppo con degli innesti importanti, cercheremo di migliorare la classifica della stagione passata».

Petkovic ieri e oggi, quali le differenze?
«Il modo di lavorare è uguale, quest’anno ci conosce meglio e noi conosciamo lui, sappiamo cosa vuole, è tutto più facile. Nel luglio 2012 doveva capire le caratteristiche del gruppo e il gruppo doveva capire la sua filosofia, sappiamo quali sono i suoi metodi di lavoro, siamo avvantaggiati».

Perché Biava è arrivato in alto nella parte finale della carriera?
«Forse perché da giovane non ero pronto, sono partito dalla serie D a 18 anni, sono arrivato in serie A a 27 anni. Questo mi fa onore, sono contento di ciò che ho fatto. Mi godo questo momento, non avrei mai pensato di arrivare nella Lazio in età avanzata. Cercherò sempre di fare meglio nonostante gli anni…».

Difesa a tre o a quattro?
«Stiamo provando un po’ di più la difesa a tre, l’abbiamo utilizzata anche nell’ultima stagione. Io ho giocato a tre, anche Dias e Radu l’hanno fatto, siamo duttili, a noi va bene tutto, riusciremmo a giocare a tre».
E’ arrivato Novaretti, come procede l’inserimento?
«Ha una certa esperienza, lo vedo tranquillo, parla poco, lavora tanto, mi piace come modo di fare. Si è inserito bene, spero ci dia una grossa mano».

Biava sarà ancora titolare?
«Parto sempre da zero, non guardo il passato. Se riuscirò a conquistare il posto sarò contento, se lo meriterà un altro vorrà dire che avrà fatto meglio».

E’ l’anno buono per la Champions?
«Lo spero, l’abbiamo sempre sfiorata, per un motivo o per l’altro non ci siamo andati. Sono partito dalla D, mi manca solo la Champions».

Brucia ancora l’eliminazione dall’Europa League?
«E’ stato un peccato uscire, eravamo superiori rispetto al Fenerbahçe. Abbiamo quattro obiettivi, vogliamo andare più avanti possibile. La rosa è più ampia, potremo fare più turnover e arrivare più freschi in primavera».

Fonte: Il Corriere dello Sport

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