AURONZO DI CADORE – E’ in arrivo, non è in partenza. Fresco e pettinato, scenderà così dall’aereo stamane, senza saudade , non è di passaggio. Ha vissuto vacanze brasiliane, non s’è mai separato dal pallone, non ha mai dimenticato la Lazio e la Coppa Italia, non ha mai tradito, non…
AURONZO DI CADORE – E’ in arrivo, non è in partenza. Fresco e pettinato, scenderà così dall’aereo stamane, senza saudade , non è di passaggio. Ha vissuto vacanze brasiliane, non s’è mai separato dal pallone, non ha mai dimenticato la Lazio e la Coppa Italia, non ha mai tradito, non ha mai cavalcato l’onda del mercato. Bentornato Hernanes, Profeta dei due mondi. Sbarcherà a Roma, non a Parigi. Rientrerà dalle vacanze oggi e si sottoporrà alle visite mediche in Paideia, domenica sarà in gruppo. Hernanes c’è, nessuno s’era dimenticato di lui. E’ attesissimo, fresco e pettinato, ha in tasca il titolo di campione, l’ha ottenuto nella Confederations, quante spille s’è appuntato sul petto in quest’estate di successo. Ha bissato il trionfo della Coppa Italia, l’aveva detto prima di lasciare Roma: «Ho ancora fame, la stagione non è finita» , è salito sul podio con la sua Nazionale, con il suo Brasile. Riecco Hernanes, il pluricampione. Saluterà perché è tornato, non perché partirà. Non c’è stato giorno in cui il suo nome non sia stato accostato al Paris Saint-Germain, ai blitz romani di Leonardo, ai capricci degli arabi, ai rumors provenienti da ogni dove. Ci ha pensato Lotito a spegnere le voci: «Hernanes non è sul mercato, Hernanes resta» . Capito? Per carità, il mercato è apertissimo, non è mai prevedibile, non è più tempo per verità assodate, ma i segnali non sembrano preoccupanti, gli allarmi non stanno suonando.
IL RELAX – Non c’è Lazio senza Hernanes, soprattutto non è disegnabile una Lazio brasiliana senza di lui. E’ pronto per iniziare la quarta stagione biancoceleste, troverà Felipe Anderson e Vinicius ad attenderlo, due connazionali in più. Hernanes non è sostituibile, i suoi gol, le sue giocate, le sue magie serviranno come il pane anche nella prossima annata. E’ in forma nonostante l’inattività, ha staccato tardi, ad inizio luglio. Avrebbe bisogno di un po’ di riposo in più, ma la Supercoppa s’avvicina. Il Profeta l’anno scorso ha giocato senza sosta, ha superato le 50 presenze stagionali tra impegni nazionali e internazionali, italiani ed esteri. E in vacanza s’è divertito trotterellando, giochicchiando. Una decina di giorni fa è stato fotografato sull’isola di Fernando de Noronha, è posizionata 350 chilometri a largo di Recife (sua città di nascita). Il Profeta ha fatto visita al campo base dell’aeronautica, ha corso insieme ai militari. Maglia rossa, pantaloni neri, i dribbling di sempre. Hernanes s’è divertito sgambettando, è rientrato nello stato di Pernambuco per le vacanze, s’è riunito con la famiglia. Sarà il suo anno, lo sarà più che mai. La vittoria della Coppa Italia, l’ha detto lui, gli ha cambiato la carriera, la divide in due fasi, quella prima del trionfo e quella successiva. «Tra pochi giorni tornerò ad allenarmi con la Lazio. Se resto? Per ora sì, ma solo il tempo ce lo dirà…» , disse di recente. Non era un addio, era una frase sincera, neppure al Profeta è concesso il privilegio di prevedere il futuro. Ma la sua voglia di Lazio è innegabile, l’ha sempre ribadita. Il contratto è sempre lo stesso, scadrà nel 2015. Non c’è traccia di rinnovo al momento, si partirebbe da una base economica alta e non è detto che il Profeta voglia firmare. Hernanes arriverà al Mondiale, cercherà di vincerlo e poi deciderà il suo nuovo destino. Il rischio che la Lazio lo perda sottocosto tra 12 mesi purtroppo esiste.
GLI ALTRI - Hernanes c’è e insieme a lui stamane in Paideia si presenteranno Gonzalez e Candreva. Eccoli gli altri campioni, non erano spariti, erano in vacanza. Tutti e tre effettueranno le visite di idoneità e si aggregheranno al gruppo a partire da domenica pomeriggio. Nel conto va compreso anche Marchetti, ma i test fisici li ha già svolti a metà luglio, era appena rientrato dalla Confederations. Hernanes, Gonzalez, Candreva e Marchetti, ora sì che la Lazio è davvero la Lazio. Quattro campioni ambiti da tutti, cercati, corteggiati, inseguiti, senza successo, senza speranza. Guai a chi li tocca…
Fonte: Il Corriere dello Sport
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