Se esistesse un contachilometri, Antonio Candreva avrebbe concluso la stagione superando le tre cifre. Come un turbo-diesel, a velocità sostenuta. Ha iniziato a correre con la Lazio di Petkovic sotto le Tre Cime di Lavaredo nel luglio 2012, non s’è più fermato, arrivando sino alla Confederations Cup, finale per il…

Se esistesse un contachilometri, Antonio Candreva avrebbe concluso la stagione superando le tre cifre. Come un turbo-diesel, a velocità sostenuta. Ha iniziato a correre con la Lazio di Petkovic sotto le Tre Cime di Lavaredo nel luglio 2012, non s’è più fermato, arrivando sino alla Confederations Cup, finale per il terzo posto con l’Uruguay, in Brasile. Centoventi minuti da titolare, tanto per gradire. Prandelli all’inizio lo teneva in panchina, considerandolo un’alternativa. Quando Candreva è entrato, il ct non è più riuscito a farne a meno. Stagione da applausi, rendimento costante e ad altissimi livelli, come Antonio prometteva in principio di carriera. Le prime convocazioni di Lippi in azzurro ai tempi in cui giocava nel Livorno, la brusca frenata dopo l’esperienza alla Juventus di soli sei mesi, con Zaccheroni allenatore, forse nel peggior periodo dei bianconeri dopo calciopoli. I prestiti a Parma e Cesena prima della Lazio. Reja l’aveva scelto, il ds Tare ci ha sempre creduto, Lotito ha indovinato l’operazione, subentrando al Cesena: per un anno e mezzo lo ha avuto gratis, a metà giugno ha acquistato la metà del cartellino versando 1,7 milioni di euro. Un affare, anche se ora resta la comproprietà da discutere con l’Udinese.

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CONFERME - Candreva è tornato ieri dalle vacanze. Le visite mediche alla Paideia, i test all’Isokinetic, il primo allenamento nel pomeriggio al centro sportivo di Formello. C’è stato anche il tempo per rilasciare qualche dichiarazione. Ha sofferto per imporsi, perché i tifosi della Lazio non lo avevano accolto bene. Ora è diventato un gigante, una colonna della squadra biancoceleste. Ha vinto la Coppa Italia, sogna il bis in Supercoppa, magari condannando proprio la Juventus, che forse resta un rimpianto della sua carriera, un’occasione bruciata quando era ancora troppo giovane e immaturo. «Mi aspetto un campionato sicuramente migliore di quello passato, perché ogni anno dobbiamo migliorare. Speriamo che sia una stagione positiva» ha raccontato il centrocampista di Tor de Cenci, 26 anni compiuti alla fine di febbraio. Ha modi semplici e l’umiltà che gli consente di non esaltarsi, di non volare troppo alto. Così, dopo le delusioni infilate per due stagioni intere prima di arrivare alla Lazio, s’è ripromesso di mantenersi a certi livelli. Ha il chiodo fisso della continuità. In un passato recente, gli veniva rimproverata discontinuità di rendimento. «A livello individuale spero di dare continuità al lavoro fatto per migliorare, sia come giocatore che come squadra» ha raccontato Candreva. Non è spaventato dalla fatica che dovrà sopportare nei prossimi giorni. Già ieri sudava alle quattro del pomeriggio sotto il sole di Formello. «E’ sempre molto dura quando si ricomincia. Ma siamo qui per questo» . Lo stadio Olimpico dovrà trascinare la Lazio nella notte del 18 agosto. «Il tifo è sempre stato importante, sarà una partita difficile, una partita secca. E’ una finale, sappiamo che la Juventus è forte ma siamo convinti di esserlo anche noi» .

COLLOQUI - Petkovic comincerà a reinserirlo con prudenza. Determinati meccanismi sono conosciuti, deve solo riacquistare la condizione migliore. «Ci abbiamo creduto quando nessuno lo considerava. Candreva è incedibile, non l’ho messo in vendita. Il Napoli non mi ha chiamato, ma se lo facesse perderebbe tempo» ha spiegato Lotito una settimana fa. Antonio si trova bene a Roma, è blindatissimo, irraggiungibile, almeno questa estate, poi si vedrà. La Lazio ha intenzione di riscattarlo a titolo definitivo, dovrà trovare un accordo con l’Udinese, la valutazione del cartellino sta lievitando e l’interesse di alcuni grandi club esiste. Presto gli agenti di Candreva si confronteranno con la società biancoceleste: prima del riscatto a titolo definitivo cercheranno di prolungare il contratto e adeguare lo stipendio. Lotito è pronto a riconoscere la crescita del giocatore, che grazie alla Lazio è riuscito a ritrovarsi e rilanciarsi. Andrà trovata un’intesa che accontenti tutti.

Fonte: Corriere dello Sport

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