Ha provato la difesa a tre e il tridente d’attacco, la variante del doppio regista con il 4-2-3-1 e le due punte con il 3-5-2. Il ritiro di Auronzo di Cadore è servito per sviluppare la parte atletica e s’è trasformato in un tourbillon di esercitazioni con il pallone. Petkovic…

Ha provato la difesa a tre e il tridente d’attacco, la variante del doppio regista con il 4-2-3-1 e le due punte con il 3-5-2. Il ritiro di Auronzo di Cadore è servito per sviluppare la parte atletica e s’è trasformato in un tourbillon di esercitazioni con il pallone. Petkovic ha potuto studiare e verificare sul campo alcuni nuovi acquisti (Novaretti e Vinicius dal primo giorno, Biglia verso la fine, Felipe Anderson è infortunato, Perea deve ancora arrivare) e ha apprezzato la crescita di alcuni giovani della Primavera che faranno parte della rosa allargata della Lazio. Prove tattiche, una fase di studio in attesa di ritrovare i nazionali reduci dalla Confederations (Hernanes, Candreva, Marchetti e Gonzalez) e riprendere il lavoro a ranghi completi o quasi. Il tecnico di Sarajevo deve scegliere, ha avuto il tempo per le valutazioni e gli approfondimenti, ora passerà alla sintesi e ai bilanci, imboccando una strada precisa dal punto di vista tattico.

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SCELTE - Ieri pomeriggio, dopo un break di 72 ore, la Lazio si è ritrovata al centro sportivo di Formello per entrare nella seconda fase della preparazione estiva. E’ scattata l’operazione Supercoppa. Tre settimane e altrettante amichevoli separano la squadra di Petkovic dall’appuntamento con la Juventus. Domani il Siena al Franchi, domenica il Panathinaikos ad Atene, sabato 10 a Londra con il Crystal Palace: tre partite di livello per verificare le idee e le intenzioni di Petkovic, che ha sempre privilegiato il movimento e i principi di gioco alla disposizione tattica. «Il modulo viene di conseguenza. Dipenderà dalla risposta dei giocatori. Vedremo durante la preparazione se la difesa a tre è migliore rispetto alla difesa a quattro, potrebbe essere una soluzione o la prima idea» spiegò all’inizio del ritiro il tecnico di Sarajevo in quella che sinora è stata l’unica intervista della nuova stagione. Siamo arrivati alla stretta finale, ai giorni delle decisioni, anche se la variabilità dei moduli e la possibilità di cambiare abito in corsa resteranno per tutta la stagione un marchio di fabbrica della nuova Lazio. Tante idee e soluzioni da razionalizzare in un progetto tecnico che riesca a contenere il maggior numero di giocatori di qualità.

ROSA LARGA - Petkovic lavora in silenzio e soltanto nelle prossime due settimane, con il ritorno di Hernanes, si potrà cominciare a ragionare sull’assetto della Lazio. Lotito e il ds Tare gli hanno consegnato un gruppo allargato in cui figurano 22 titolari più diversi giovani di belle speranze. Petkovic ha doppioni in quasi tutti i ruoli. C’è l’incognita legata alla disponibilità di Mauri, finito sotto processo con il rischio di una lunga squalifica. Averlo o meno può fare una bella differenza, soprattutto se la Lazio continuerà a giocare con il 4-1-4-1 o sposerà il 4-2-3-1. Vinicius può diventare l’alternativa di Lulic a sinistra. Per dare respiro a Candreva ci sono Pereirinha o Konko in posizione più avanzata (ha giocato a centrocampo con il Genoa e nella Juventus Primavera), ma non è affatto da escludere la soluzione legata a Ederson, che può trasformarsi nell’acquisto a sorpresa. E’ rinato, sta bene fisicamente, sembra un altro rispetto alla stagione passata: tutti si augurano che l’ex Lione mantenga a lungo la condizione evidenziata in ritiro. Con il brasiliano esterno offensivo può diventare 4-3-3. E poi ci sarà l’ingresso di Felipe Anderson: sa muoversi in diverse zone del campo, chissà che non diventi una soluzione anche da esterno atipico.

PROFETA - Gli interrogativi principali di ordine tattico sono legati alla difesa a tre e (nel caso Petkovic decidesse di sposarla) alla collocazione tattica di Hernanes, giocatore di maggior classe intorno a cui costruire la squadra. Nella passata stagione il tecnico di Sarajevo aveva risolto il rebus disegnandogli un ruolo da mezz’ala sinistra che gli consentiva di dividere la regia con Ledesma (ancorato alle sue spalle) e di proiettarsi a rete, ma la linea mediana a tre si giovava del dinamismo necessario di Gonzalez. Si chiamava 4-1-4-1. Con la difesa a tre Hernanes potrebbe agire da mediano oppure da trequartista, ruolo meno gradito. Il 3-5-2 gli consentirebbe di continuare a muoversi da mezz’ala.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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