Mancano venti giorni alla finale di Supercoppa e ci sono le certezze della Lazio ammirata per buona parte del passato campionato, in Europa League sino ai quarti e nella chiusura trionfale del derby di Coppa Italia. Petkovic s’è dato agli esperimenti, ha studiato i giovani usciti dalla Primavera, ha cominciato…

Mancano venti giorni alla finale di Supercoppa e ci sono le certezze della Lazio ammirata per buona parte del passato campionato, in Europa League sino ai quarti e nella chiusura trionfale del derby di Coppa Italia. Petkovic s’è dato agli esperimenti, ha studiato i giovani usciti dalla Primavera, ha cominciato a inserire gradualmente i nuovi acquisti, arrivati alla spicciolata, sta testando un’infinità di soluzioni tattiche. Ha provato tutti i moduli tranne il collaudatissimo 4-1-4-1: non ha bisogno di farlo, perché la Lazio lo conosce a memoria e perché sinora sono mancati gli interpreti principali (Hernanes, Candreva, Gonzalez) per metterlo in pratica. Non c’è alcun dubbio e siamo pronti a scommettere che il 18 agosto, di fronte ad una corazzata come la Juventus, il tecnico di Sarajevo tornerà all’antico, sposando le certezze e la grammatica della squadra capace di inchiodare la Roma nel derby e di conquistarsi la finale di Supercoppa. Oggi non può essere ancora la vera Lazio, non ci sono troppi protagonisti e sarebbe assurdo far scattare qualsiasi allarme. Petkovic, però, sarà chiamato presto a rimettere ordine e trarre una sintesi conclusiva, dal punto di vista tattico, del lavoro svolto sinora nella preparazione estiva. La squadra ha bisogno di trovare dei punti di riferimento sicuri nel gioco, di darsi una quadratura e di migliorare in alcuni aspetti, che poi sono gli stessi della stagione scorsa: la fase offensiva funziona a intermittenza, c’è poca profondità nel gioco. Se Vlado ha intenzione di trovare un modulo alternativo al 4-1-4-1, cerchi di accelerare i tempi. Tra poco si comincerà a fare sul serio. I test con Nizza, Panathinaikos e Crystal Palace lo aiuteranno a scegliere.

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LEDESMA - La società sta impostando un nuovo ciclo e sul mercato ha lavorato in prospettiva. Sta investendo sui giovani, ha fatto benissimo così, cercando di anticipare il futuro e di creare alternative ai titolari. Nell’immediato è ancora la stessa Lazio della passata stagione: fondamentale il rientro dei nazionali (impegnati alla Confederations) e si riveleranno in fretta preziosi gli innesti di Biglia, Cavanda e forse Novaretti. L’argentino ha personalità, spessore e grandi qualità: può prendere per mano il centrocampo. Il belga-angolano può restituire sprint alla fascia destra. L’ex centrale del Toluca dipenderà dall’assetto che Petkovic deciderà di dare al reparto. Un altro bel colpo potrebbe essere il ritorno definitivo di Ederson. Continua a dare dei segnali. Gli stessi forse interpretati da Cristian Ledesma, vero leader, spirito dello spogliatoio, abituato a portare una mentalità positiva. Il risultato non lo ha condizionato. «Considero la prestazione positiva per il tipo di gara. Non è un’amichevole da buttare» ha messo subito in chiaro. L’analisi di Cristian è stata sintetica: «Non è stato male il possesso palla, sono mancate le ripartenze, ma potevamo fare gol anche noi». Questa sera si replicherà in Costa Azzurro con un avversario decisamente più tosto del Siena. Forse gli stimoli saranno differenti. «Due amichevoli in 24 ore si possono fare, non è una novità». Sul modulo e sulle scelte di Petkovic non s’è sbilanciato. La coesistenza con Biglia è possibile. Si tratta di due giocatori simili. Dipenderà dall’assetto. Così ha risposto Ledesma. «Si può anche giocare insieme, ma deciderà il mister. E poi non ci siamo soltanto noi due» ha aggiunto con grande lucidità. In mezzo presto torneranno Hernanes, Gonzalez e Onazi. Punge poco la Lazio, ma possiede un centrocampo super. E dovrà sfruttarlo.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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