La Champions è diventata un’ossessione in casa Lazio. Lotito, dopo nove anni di gestione, ha voglia di tornarci. L’ha assaporata una sola volta, nell’estate 2007, grazie al lavoro del tandem Rossi-Sabatini e passando attraverso i preliminari di Bucarest. Era un’altra epoca, sembra passata una vita. Poi la Champions è diventata…
La Champions è diventata un’ossessione in casa Lazio. Lotito, dopo nove anni di gestione, ha voglia di tornarci. L’ha assaporata una sola volta, nell’estate 2007, grazie al lavoro del tandem Rossi-Sabatini e passando attraverso i preliminari di Bucarest. Era un’altra epoca, sembra passata una vita. Poi la Champions è diventata un traguardo impossibile, solo sfiorato per due anni di fila con Reja, bruciato in volata dall’Udinese di Guidolin, e di nuovo nel mirino, per larga parte della stagione, con Petkovic. La squadra del tecnico bosniaco, dopo un girone d’andata da record, si sbriciolò tra marzo e aprile per le fatiche accumulate in Europa League, qualche infortunio pesante nel periodo più delicato (Klose e Mauri su tutti), e la ridotta qualità di alcune alternative. La discesa ha prodotto un settimo posto deludente per le aspettative della società, il cui bilancio è stato salvato (con la qualificazione europea) attraverso il trionfo nel derby di Coppa Italia del 26 maggio. Petkovic e la dirigenza hanno tratto le conclusioni e lavorato su un piano di rilancio nel segno della continuità, non della rifondazione. Chiara la strategia: tenere i migliori, aggiungere qualità e ricambi in alcune zone del campo, guardare al futuro perché questa era una squadra che in alcuni ruoli può durare al massimo un altro paio di stagioni.
BIG - Petkovic ci riproverà e la Lazio, che spera di poter riavere Mauri il più presto possibile, inseguirà la Champions con una feroce determinazione. E’ un traguardo fondamentale, considerando gli introiti che assicura, per garantirsi una crescita progressiva. Questo è anche il motivo per cui Lotito ha alzato il muro e resisterà con fiera ostinazione. Ci sono dei giocatori (ci riferiamo a Hernanes, Candreva e Lulic) che possono avere mercato e soddisfare le proprie ambizioni professionali trasferendosi nei grandissimi club. La Lazio terrà tutti i suoi gioielli almeno per un’altra stagione. I conti si faranno nel giugno 2014. Con la Champions in tasca, Lotito avrà “scollinato”, compiendo un altro passo verso i traguardi che insegue da tempo, e avrà ancora maggiore forza, non solo in termini economici, per legare i suoi big ad un progetto a lunga scadenza. Proprio in questi giorni comincerà ad affrontare alcuni temi caldissimi legati ai rinnovi. Ha già avuto un incontro con Joseph Lee, manager di Hernanes. E presto incontrerà i rappresentanti di Candreva, che a Nizza hanno avviato il dialogo con il ds Tare.
COLPO - Per il secondo anno di fila Lotito vuole chiudere il mercato rivendicando di essere stato uno dei pochi presidenti a non aver ceduto nessuno dei suoi gioielli. A differenza dell’estate scorsa, in cui aveva tesserato solo Ederson a parametro zero e il francese Ciani, ha investito in entrata circa 25 milioni di euro regalando a Petkovic ben sei giocatori (Felipe Anderson, Biglia, Novaretti, Perea, Vinicius, Elez). Ha già preso il nuovo vice-Marchetti (l’albanese Berisha) e medita l’ultimo colpo in attacco (Matavz in prima fila), ma si scatenerà dopo aver lavorato bene in uscita. Necessario incassare qualche soldo attraverso la cessione di Kozak.
Fonte: Il Corriere dello Sport
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