Il sei. Quante volte lo hanno inseguito gli studenti, nell’ultima interrogazione dell’anno, per evitare di essere bocciati, rimandati a settembre o, in tempi moderni, per risparmiarsi il «debito»? In ogni classe ci sono il secchione e il somaro, quello che ha la media dell’otto e chi si copia o sbircia…

Il sei. Quante volte lo hanno inseguito gli studenti, nell’ultima interrogazione dell’anno, per evitare di essere bocciati, rimandati a settembre o, in tempi moderni, per risparmiarsi il «debito»? In ogni classe ci sono il secchione e il somaro, quello che ha la media dell’otto e chi si copia o sbircia il libro sotto il banco per arrivare al sei. Una classe tutta sufficiente è una rarità, nonché un successo dei professori. Ecco, Petkovic deve essere orgoglioso, del suo lavoro e di quello dei suoi alunni: dieci titolari della Lazio su undici sono sufficienti, pieni di bei voti sul registro e con le altre classi a guardare con ammirazione agli studenti modello.

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I migliori
Considerando che a scuola possono fioccare i 9 e i 10 con più facilità, merce quasi introvabile sui giornali, la media voto Gazzetta della Lazio fa impressione: fa spavento per esempio, trattandosi di un portiere, il 6,43 di Federico Marchetti, a cui segnare è diventato più difficile di finire un compito in classe senza errori. Miglior portiere per rendimento della Serie A, Prandelli che gli ha messo gli occhi addosso e una media gol subiti nelle ultime sette partite giocate (uno) da fare invidia alle grandissime d’Europa. Tra le squadre top a livello difensivo, anche il Bayern Monaco, che pure stradomina la classifica (sette gol al passivo in 17 giornate) ha subito tre reti, una in più della Lazio, nelle ultime otto gare, mentre il Psg ne ha incassate quattro, ma ha la porta inviolata da cinque gare di fila. Non solo Marchetti, però: sono nella top ten dei rispettivi ruoli — vengono presi in esame i giocatori con almeno un terzo delle partite disputate — anche Radu (quinto difensore, 6,22), Ledesma (ottavo centrocampista, 6,34) e Klose (settimo attaccante, 6.29). Un quadro quasi perfetto: il «quasi» è dovuto all’unica insufficienza legata al secondo centrale difensivo. Sia Ciani (5,89), che Dias (5,82), sfiorano la sufficienza, ma non la raggiungono pienamente.

Torna Dias
Il francese contro l’Atalanta si è mantenuto in media (6), il brasiliano ha subito l’occasione per conquistarsi il tanto sospirato «sei», che vale poco per la classifica ma può far trasformare quel sei in un tre, quello dei punti. Ieri Dias è tornato in gruppo e ha svolto tutto l’allenamento senza accusare fastidio alla coscia sinistra infortunata contro il Cagliari. Una notiziona per Petkovic, che può far ruotare i centrali in vista di due settimane piene di interrogazioni e compiti in classe: dopo Palermo, due partite con la Juventus e in mezzo quella in casa con il Chievo, per chiudere con Genoa-Lazio del 3 febbraio. Palermo e Genoa, due squadre a cui Dias ha già segnato. Proprio al Barbera, il 31 ottobre 2010, il brasiliano decise la partita con un gran destro al volo e la Lazio confermò il primato. Sempre al Barbera, invece, lo scorso anno fu espulso nel 5-1 dei rosanero che spinse Reja a (ri)presentare le sue dimissioni. Fu il punto più basso di una Lazio che giocò quella gara con Ledesma difensore centrale, mezza Primavera in panchina e con le ossa rotte tre giorni dopo la sconfitta in casa con l’Atletico Madrid che fu l’estremo saluto all’Europa League. Altro che sei.

Fonte: Gazzetta dello Sport

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