Ci sarebbe bisogno di una scossa per rianimare la Lazio, vederla tornare a correre, segnare e vincere, invertendo l’andamento lento e agonizzante, in campionato, delle ultime settimane. Due punti in quattro giornate, la squadra biancoceleste è scivolata all’ottavo posto, fuori dalla zona Europa League, e la partita con il Bologna…
Ci sarebbe bisogno di una scossa per rianimare la Lazio, vederla tornare a correre, segnare e vincere, invertendo l’andamento lento e agonizzante, in campionato, delle ultime settimane. Due punti in quattro giornate, la squadra biancoceleste è scivolata all’ottavo posto, fuori dalla zona Europa League, e la partita con il Bologna ha assunto il significato dell’ultima chiamata per provare a risalire la classifica. «Noi abbiamo già dato il timbro alla stagione, non si possono dimenticare le Coppe. Ora dobbiamo azzerare tutto in campionato e non pensare più al passato, mi riferisco al periodo in cui abbiamo centrato 16 risultati utili consecutivi e quando le cose sono andate meno bene. Sono concentrato sul futuro, sui prossimi impegni. Voglio ritrovare la Lazio positiva, produttiva, che vince e domina la partita» . Dei segnali si sono intravisti nel finale di Parma, piccoli progressi, la testimonianza di un gruppo che si sta rimettendo in moto. «C’è stato un problema mentale, dopo l’eliminazione dall’Europa League, a cui tutti tenevano, la squadra s’è sentita vuota. Ma ci sono stati soprattutto problemi fisici. Da febbraio è la prima volta che possiamo lavorare con la settimana tipo. Sono sicuro che la Lazio tornerà a produrre nuovi impulsi, un gioco migliore, ottenendo i tre punti». I rappresentanti della Curva Nord hanno chiesto un colloquio. «E’ stato un input positivo. Anche i tifosi si sono resi conto che la squadra deve essere aiutata nei momenti di difficoltà che stiamo passando e che ora considero alle nostre spalle. Non siamo vuoti e con il Bologna si vedrà un’altra Lazio».
MOVIMENTO - Petkovic è apparso sereno, disteso, molto deciso. «Ci sono state due o tre partite in cui la squadra ha giocato sotto tono, oppure è sembrata assente come è successo nel secondo tempo di Udine, ma nelle altre abbiamo giocato sempre con il cuore. Non è mai stato un problema di approccio o di motivazioni. Ma bisogna essere convinti, con la cattiveria necessaria per portare a casa il risultato, positivi. Onoreremo la maglia». La flessione del girone di ritorno ha allontanato la Lazio dalle zone nobili della classifica. «I periodi di calo ci sono per tutte le squadre durante la stagione, possono durare di più o di meno. Ora conta solo guardare avanti, non è più tempo di pensare al passato». Ci vorrebbe anche qualche gol, Petkovic sta pensando al 4-4-2 per affiancare Floccari a Klose. «E’ il problema del momento, dobbiamo migliorare a livello individuale e collettivo, mi preoccuperei se mancassero le occasioni, ma così non è. Nel calcio moderno esiste il movimento. Per me la punta non è solo Amauri, ma anche quelli che arrivano al tiro o entrano in area di rigore con gli inserimenti. Candreva, per esempio, lo considero anche una punta esterna. Ederson è una punta. Valuto tutto, ogni possibilità. A Parma abbiamo iniziato con due attaccanti e finito con quattro».
COPPA ITALIA - Sono già stati avviati i colloqui per rinforzare la Lazio e progettare la prossima stagione. «La programmazione non deve dipendere da un risultato o dalla classifica finale, che può determinare alcune sfumature. Puoi prendere più o meno qualità se vai in Champions, in Europa League o se non ci arrivi. Si è parlato di questo con il diesse Tare, si lavora su questo in parallelo con gli impegni attuali. Ma bisogna pensare anche a vincere le prossime partite, a concludere bene il campionato e poi cercare di mettere la ciliegina sulla torta». Ovvero la Coppa Italia, degna chiusura di una stagione che meriterebbe un premio.
Fonte: Il Corriere dello Sport
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