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Klose, avanti non c’è posto

Mirosvav Klose, poi tutti gli altri. E sono tanti, decisamente troppi. Nella Lazio il fuoriclasse tedesco è l’unico mai in discussione, con la maglia da titolare assicurata perché è un attaccante insostituibile. E visto che Petkovic ha deciso di giocare con il modulo a una sola punta, per le alternative…

di redazionecittaceleste

Mirosvav Klose, poi tutti gli altri. E sono tanti, decisamente troppi. Nella Lazio il fuoriclasse tedesco è l’unico mai in discussione, con la maglia da titolare assicurata perché è un attaccante insostituibile. E visto che Petkovic ha deciso di giocare con il modulo a una sola punta, per le alternative si annuncia vita dura. Per qualcuno anche la tribuna, nonostante il nuovo regolamento che garantisce all’allenatore di portare più elementi in panchina. Ma sarà solo un modo per addolcire le inevitabili esclusioni che si verificheranno, anche in altri reparto in una rosa extra large composta da 32 elementi, esclusi Sculli, Foggia e Matuzalem.
Zarate, Floccari, Kozak, Rocchi, Alfaro e il giovane Rozzi. Una lista nutrita, eccessiva per le esigenze del tecnico chiamato a gestirla non senza difficoltà durante gli allenamenti. La prima delusione è arrivata per Tommaso Rocchi, in biancoceleste dal 2004, non inserito neppure nella lista Uefa. L’avvisaglia, che il capitano non rientrava nei piani dell’allenatore, si era avuta a Maribor, nell’incontro di Europa League contro il Mura 05, dove l’attaccante finì addirittura in tribuna. Alla luce di questa esperienza negativa si pensava che Rocchi potesse anche cambiare aria (si erano fatte avanti un paio di società), invece è rimasto e ora dovrà fare i conti con una situazione pesante, peggiore rispetto alle ultime stagioni.

La Lazio pensava e sperava di piazzare un paio di punte in uscita, in particolare Floccari che sembrava vicino al Bologna. Poi tutto è saltato in quanto il club emiliano ha dirottato su Gilardino mentre il laziale ha rifiutato altre ipotesi, come quelle di Pescara e Siena. Un altro centravanti destinato alla panchina. Poi la questione Kozak che pare avesse chiesto di essere ceduto, anche in prestito, in una squadra che gli garantisse una maglia da titolare. Un’esperienza che sarebbe stata utile per consentire al giovane ceco di maturare definitivamente e magari anche di esplodere come goleador. Un po’ le eccessive pretese del presidente Lotito, un po’ le difficoltà di mercato e alla fine Kozak si ritrova a dover affrontare un’altra annata da rincalzo nella speranza di giocare qualche spezzone di partita o le poche gare di Coppa Italia.

Anche Mauro Zarate, rientrato dall’Inter per fine prestito, non è riuscito ad assicurarsi un posto da titolare. Però l’argentino, essendo una punta esterna, avrà sicuramente maggiori possibilità di trovare spazio. Anche se sperava in una maggiore considerazione. Zarate è penalizzato soprattutto dal modulo, che non prevede altri attaccanti al fianco di Klose, però Maurito resta una validissima alternativa, adatta a diverse situazioni, magari a partite in corso. Se, appena avrà l’occasione, si farà trovare ancora pronto, come ha fatto nelle amichevoli, sicuramente Petkovic non lo trascurerà. C’è, inoltre, l’incredibile situazione di Alfaro. Arrivato a gennaio come il salvatore della patria, l’elemento per portare la Lazio in Champions, in grado di rimpiazzare la partenza di Cisse, e pagato a peso d’oro, l’uruguaiano ha fallito clamorosamente l’impatto con il calcio italiano. E la Lazio l’ha messo in vendita. Andate a vuoto tutte le trattative dell’estate, per Alfaro restano aperti degli spiragli in Qatar e in Ucraina dove sono consentite ancora operazioni di mercato. Per il momento continua ad allenarsi a Formello. Infine il giovane Rozzi, che è stato inserito nelle lista Uefa. Però, con tutti questi attaccanti che attendono una chance, diventa difficile credere che Rozzi possa trovare tanto spazio in prima squadra. Siccome Petkovic, come tutti i laziali, devono augurare lunga vita a Klose, dovrà usare tutta la sua diplomazia per tenere buoni i tanti attaccanti che resteranno fuori.

fonte: il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

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