di ALBERTO ABBATE ROMA - "Primo in tutto", dice sempre. In effetti, primo anche stavolta. Lotito usufruisce subito della nuova "norma federale" in vigore da appena quattro giorni: ecco il "prestito con obbligo di riscatto". Esiste, esiste l'istituto. E vogliamo sciogliere ogni dubbio, dal momento che migliaia e migliaia di…
di ALBERTO ABBATE
ROMA - "Primo in tutto", dice sempre. In effetti, primo anche stavolta. Lotito usufruisce subito della nuova "norma federale" in vigore da appena quattro giorni: ecco il "prestito con obbligo di riscatto". Esiste, esiste l'istituto. E vogliamo sciogliere ogni dubbio, dal momento che migliaia e migliaia di tifosi da ieri - per l'affare Basta - continuano a interrogarsi sull'esistenza della formula. Valida dal primo luglio (il giorno dell'apertura del mercato estivo), ma introdotta a fine maggio scorso dall'ormai ex presidente della Figc, Giancarlo Abete, e dal Consiglio Federale, insieme allo stop delle comproprietà. Una decisione che, ironia del destino, aveva trovato la resistenza proprio di Lotito e dei piccoli club.
LA NUOVA NORMA - Una "norma" già in voga nei campionati esteri. Il presidente della Lazio l'ha sfruttata per accaparrarsi Basta dall'Udinese: riscatto a 4,8 milioni fissato per giugno 2015, al presidente Pozzo 700 mila euro di prestito aggiunti ai 9,5 per la seconda metà del cartellino di Candreva. L'obbligo di pagare la cifra scatterà alla prima presenza dell'esterno serbo. Questi i patti dell'operazione. Ma prepariamoci ad ammirare altri colpi, anche biancocelesti, in Serie A pure con altre modalità. I prestiti con obbligo di riscatto, secondo la normativa, potranno persino essere pluriennali. Tradotto: il versamento del denaro sarà anche fissato dopo due anni. Non solo: potrà essere deciso che scatterà automaticamente al raggiungimento di altri e determinati obiettivi (gol, vittorie, qualificazione europea, Scudetto, salvezza).
L'INSIDIA PRESENZE - Una rivoluzione del calcio italiano. Ma anche qui si nascondono delle insidie. Pensate al riscatto obbligatorio in base al raggiungimento di un certo numero di presenze (ad esempio 30): il rischio è di vedere giocatori che alla presenza numero 28 o 29 non vedranno più il campo per "scelta tecnica", nel caso in cui il rendimento non dovesse rivelarsi quello sperato. Discorso che vale anche per i bonus, sempre più in auge: per Parolo, oltre i 5,5 milioni, verranno versati al Parma altri 1,3 milioni alla 20esima discesa in campo con la maglia biancoceleste. Lotito cercherà d'introdurre lo stesso discorso col Cagliari per alzare di un milione (alla 30esima presenza) l'offerta per Astori. Anche se i campioni, "che ora vogliono venire tutti alla Lazio" (comunicato docet), non avrebbero bisogno di "test a progetto" per l'investimento. A proposito: Parolo, buon giocatore, mica un fenomeno, c'ha riflettuto tre settimane prima di dire sì. Il 22enne De Vrij, semi-sconosciuto prima del mondiale, aveva giurato amore su una targa di Formello. Dopo un mese e mezzo, pensa già alla scappatella a Manchester.
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