Lazio, dov’è finita la qualità?

Alla ricerca della qualità perduta

di redazionecittaceleste

ROMA – Troppo facile prendersela con una difesa costituita da un Parolo a mettere la pezze e con il suo leader perso in itinere, Francesco Acerbi. Troppo facile prendersela con gli errori individuali, come quello di Radu, che comunque possono starci nell’economia di una lunga stagione. A termine della partita persa contro il Verona, la vera domanda è, dov’è finita la qualità? Gli scaligeri sono venuti a Roma per far battaglia, per buttarla sulla fisicità e sull’agonismo: l’aver messo un centrocampista a fare la punta – Tameze – è stato il campanello d’allarme che sarebbe dovuto scattare tra i biancocelesti. I quali, anziché far valere il loro sconfinato parco qualitativo, sono scesi nel frame tattico del Verona ed hanno accettato la maschia e fisica battaglia – “È una battaglia! Forza!” Urlava Juric dalla panchina – profilatasi lì all’Olimpico. Cosa su cui il Verona, forse, è più bravo. O almeno più abituato. Mancava Luis Alberto ed è stato rimpiazzato da Akpa-Akpro. Giocatore eccezionale, ma di rottura, di corsa, di cuore. Non si sarebbe dovuto giocare al gioco preferito del Verona, ma a quello che meglio esce dalle parti di Inzaghilandia: il calcio, palla a terra, la qualità. Anche perché: sono a casa mia, decido io – o dovrei decidere io – a cosa giocare. Dal 70′ in poi s’è vista una reazione, ma soprattutto s’è vista qualche trama: come il tacco di Milinkovic a smarcare le punte della Lazio, una prodezza che ha preso in contropiede i difensori del Verona.

Sprazzi di bellezza e di qualità, tutte cose che non si sono viste ieri sera se non nella perla vestita in gol di Felipe Caicedo. Luis Alberto non c’era, forse non ci sarà nemmeno con il Benevento, ma non deve essere un’alibi: di qualità ce n’è a grappoli nella rosa. E c’è anche un certo Andreas Pereira, arrivato proprio per fare il vice Luis Alberto, che ieri ha pure fatto vedere quanto sia facile calciare in porta dal nulla. Sbam! Silvestri l’ha presa – purtroppo – ammettendo lui stesso nel post partita: “Non so bene come ho fatto, ci ho provato”. Ecco, qualcosa s’è vista in termini di qualità, ed è da qui che bisogna ripartire. Tornando ad imporsi sull’avversario con arroganza e bellezza. Perché quando la Lazio gioca a pallone, non ce n’è per nessuno. E intanto, parlando del mercato della Lazio, arrivano grosse indiscrezioni: >>> “9 trattative possibili a gennaio!”<<<

Giovanni Manco

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