di ALBERTO ABBATE ROMA – Trucchi e belletti lasciateli ai vecchietti. Lui è ancora un “giovanotto” semplice, semplice: tapin-Miro-gol. Così un incanto è un tocco normale. Trentasei anni e non stupirsi mai della freschezza. Anzi, di un'emozione gelata: “Venti partite, 15 gol. Mica male”, si riscalda Klose con un sorso…
di ALBERTO ABBATE
ROMA – Trucchi e belletti lasciateli ai vecchietti. Lui è ancora un “giovanotto” semplice, semplice: tapin-Miro-gol. Così un incanto è un tocco normale. Trentasei anni e non stupirsi mai della freschezza. Anzi, di un'emozione gelata: “Venti partite, 15 gol. Mica male”, si riscalda Klose con un sorso di caffé sulla spiaggia di Bahia. Più lo manda giù, più si tira su: “Avete visto? Sono tornato in forma”. Divorato un altro traguardo, sbranato il record di Ronaldo con un morsetto nel quarto mondiale sulle spalle. Un processo di beatificazione durato 12 anni (con il suo nome fisso nei 23 della Germania), Klose ora è santo subito: “Grazie Vecchio”, scrive la Bild con un bel 10 in pagella in prima pagina. Tutto il mondo lo celebra: da Marca in Spagna all'Equipe in Francia, sino alla Bbc e Globoesporte in Brasile. Baciategli i piedi, sono incastrati sul tetto della storia. Fermi, immobili dopo l'ultimo sussulto, la quindicesima capriola. Perché la terra è tonda e Miro l'ha ribaltata ancora.
LA GIOIA DELLA LAZIO - Damen und Herren, signore e signori, inchinatevi a Klose. Nel giorno – 21 giugno - della zampata di Fiorini, nel minuto – settantunesimo – della gloria di Lulic. C'è tanto fato biancoceleste in questo showman dei record: “Complimenti Miro. Il centravanti della Lazio, entrato in campo al 24' del secondo tempo, ha siglato due minuti dopo il goal che ha dato il pareggio del 2-2 alla sua Germania”, il comunicato sul sito del club biancoceleste. Gongola, Lotito: “Tutti dicevano che avevo fatto male a rinnovargli il contratto, i fatti dimostrano il contrario. Avete visto quanto è forte ancora? Klose è come il vino, migliora con il passare del tempo. E' inossidabile e spero chiuda la carriera a Roma. Regalerà altre gioie ai tifosi”, assicura il presidente a “Un giorno da pecora”. Con un ruggito orgoglioso da leone.
LO SHOWMEN DEI RECORD - Settanta centri in Nazionale (un altro allungo pure sui 68 gol di Gerd Muller) in centotrentatré partite. Eguagliato Ronaldo: "Benvenuto nel club Klose”. Ma Fenomeno avvisato, mezzo salvato: “Per il record, aspetto la prossima gara con gli Stati Uniti”, giura Miro. Una promessa d'onore, come un inno in patria: “Ci ha salvato. E' fantastico”, se lo coccola il ct Loew. Uomo di panzer, anche Bierhoff: “Una carriera straordinaria. Noi tutti ci auguriamo che ci possa far vincere questa Coppa del mondo”. Bulimico, Klose stritolerebbe un altro record: è a quota 13 gare vinte in un mondiale, supererebbe Cafù a 16. Aspettatevi presto una capocciata: il tedesco è il centravanti che ha segnato più reti (7) di testa. Perché Miro agguanta in cielo la fede e la forgia a sua immagine e somiglianza. Come un bravo operaio che si guadagna il suo pane quotidiano. Per sé e per la famiglia: “Sei forte papà”, gli urlano i gemellini Luan e Noah. I loro nomi sono intrecciati sul polpaccio di Miro. Che continua a danzare sul mondo: “Save the last dance”, è il suo film preferito. Incorniciato il passo col Ghana, ma non è l'ultimo ballo.
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