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Petko: «È solo l’inizio»

Un inizio così scoppiettante forse non se l’aspettava nemmeno lui. Due partite, due vittorie, la Lazio è prima in classifica con Juve e Napoli e già convince. Così, per la maggioranza della tifoseria laziale sono bastate due gare per far diventare Vlado Petkovic un guru. Il tecnico croato, però, con…

di redazionecittaceleste

Un inizio così scoppiettante forse non se l’aspettava nemmeno lui. Due partite, due vittorie, la Lazio è prima in classifica con Juve e Napoli e già convince. Così, per la maggioranza della tifoseria laziale sono bastate due gare per far diventare Vlado Petkovic un guru. Il tecnico croato, però, con la flemma che lo contraddistingue frena e predica umiltà: «Non eravamo brocchi prima, ma non siamo diventati tutto a un tratto dei fenomeni. Io e la squadra stiamo crescendo insieme e lo stiamo facendo per gradi e direi piuttosto bene».
Essere sicuro delle proprie idee, metterle in pratica e avere la consapevolezza di guidare un’ottima squadra. Ecco la sua forza. «Non ci sono segreti. Dico solo che durante questi primi mesi, io e la squadra ci siamo venuti incontro», le sue parole.
La Lazio gioca a pallone e quello che più sorprende rispetto all’anno scorso è che la squadra sia capace di variare continuamente il gioco. Passare dai lanci lunghi, a improvvise accelerazioni e verticalizzazioni, con l’intera formazione che avanza e arretra compatta. Hernanes e compagni sembra proprio che in campo si divertano e questo è già un bel passo in avanti. E, ciliegina sulla torta, i biancocelesti fino ad ora hanno segnato quattro reti senza incassarne nemmeno una.

Vlado Petkovic se la ride e cerca di spiegare: «Mi piace il gioco offensivo ma anche di non subire, stiamo migliorando anche sotto questo aspetto. I giocatori in campo si divertono, vero, e con la vittoria ci si diverte. Ho chiesto ai ragazzi proprio questo, ovvero di giocare da professionisti ma anche di divertirsi perché il calcio è un gioco. Ho dato alla squadra certe idee, ho provato a migliorare alcuni aspetti per ottenere i risultati». Fino a questo momento i giocatori stanno mettendo in pratica tutti i suoi insegnamenti, anche se la strada da fare è ancora lunga e molto complicata, come per sua stessa ammissione: «Siamo già a buon punto, ma il lavoro da fare è ancora parecchio. A me però non piace sentir dire o parlare della Lazio di Petkovic. Vorrei che si parlasse e ci fosse solo la Lazio e basta». E ancora: «Deve essere una Lazio che ha voglia di vincere sempre, di segnare, di difendere e non subire. Si può ancora migliorare, abbiamo vinto e i tifosi vanno a casa contenti. Dobbiamo convincere la gente e noi stessi che andiamo bene ma che possiamo ancora fare meglio, stiamo migliorando di settimana in settimana».

Sulla partita con il Palermo e sulla seconda vittoria consecutiva, la quarta se si considerano anche i due impegni d’Europa League, il tecnico spiega: «Costanza e progresso dimostrato, non abbiamo mollato neanche dopo il 3-0. Una squadra con la S maiuscola, andiamo in questa direzione ma non siamo ancora al top. L’importante è che stiamo bene fisicamente e che certe giocate in fase offensiva cominciano a funzionare». Ma non sono tutte rose e fiori. Petko è ambizioso, ma anche pignolo: «Forse l’unica cosa che non mi è piaciuta tanto è che dopo il 2-0 abbiamo lasciato troppa libertà ai nostri avversari. Si è trattato di appena cinque-otto minuti, ma non ci devono essere». L’ultima è su Klose: «E’ un gran campione, basta vedere quello che ha combinato sul terzo gol, il suo secondo personale».

fonte: il messaggero

Simone Davide-Cittaceleste.it

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