Doveva essere la notte dei record e lo è stato. Con grande fatica, all’ultimo tuffo, ma lo è stata con la Curva Nord che ha lasciato esplodere la paura nata dopo il gol di Marco Sau. Il rigore di Candreva è stato catartico. Da qui in poi si scrive davvero…
Doveva essere la notte dei record e lo è stato. Con grande fatica, all’ultimo tuffo, ma lo è stata con la Curva Nord che ha lasciato esplodere la paura nata dopo il gol di Marco Sau. Il rigore di Candreva è stato catartico. Da qui in poi si scrive davvero la storia. Con la convinzione di avere qualità tecniche, ma soprattutto grandi doti caratteriali. Se c’è una cartolina della vittoria laziale sono le parole di incitamento con cui Valdimir Petkovic ha spronato i suoi dopo il gol di Konko. I biancocelesti sembravano quasi potersi accontentare di un punto dopo essere andati in svantaggio. E invece no, il timoniere vedeva che in fondo al tunnel ci poteva essere la luce della prima vittoria in rimonta di tutto il campionato. E così è stato. Konko ha trovato il primo gol con la maglia della Lazio e si è iniziato a scrivere una nuova pagina. I NUMERI - Nel mirino c’era Sven Goran Eriksson. La sua Lazio dopo diciannove giornate aveva collezionato trentanove punti. Quella di Petkovic dunque era a soltanto tre lunghezze. Al netto del format differente dei campionati (nella stagione 1999-2000 le squadre erano ancora diciotto) il bosniaco ha colmato il gap con lo svedese. I numeri fanno effetto. Non si dice a voce alta perché fa sempre un certo effetto, ma quella squadra sarebbe poi andata a cucirsi sul petto il secondo scudetto della storia dopo quello conquistato dal mitico Maestrelli. Ma le similitudini non finiscono qui, perché anche nella prima parte del Duemila la corsa biancoceleste era sulla lepre bianconera. Su una Juve che si impantanò, all’atto finale, sotto la pioggia del Curi. L’ORGOGLIO DI LOTITO - Il presidente può essere davvero soddisfatto del risultato raggiunto: mai una sua Lazio aveva chiuso il girone d’andata al secondo posto. Posizione conquistata con pieno merito da una squadra che allunga la serie positiva a dodici e che – appassionata di record – ora ha davanti agli occhi quello di Delio Rossi che si era fermato quindici risultati utili di fila. Terza vittoria consecutiva di una squadra che mette in campo forza e carattere. Da Catania – già proprio il Catania che martedì sera sarà di scena all’Olimpico per i quarti di Coppa Italia – il cammino della Lazio ha preso uno slancio incredibile. Campionato, ma anche Europa League e Coppa Italia. Non si lascia nulla per strada. Una squadra che comunque in undici giornate aveva chinato il capo soltanto quattro volte, due delle quali comunque contro altre big (Napoli e Fiorentina). IL FIATO SUL COLLO - Meno cinque. Per carità, la distanza è ancora netta e questo pomeriggio la Juve avrà modo di riportarla a otto nella sfida casalinga contro lo Samp. Però intanto il messaggio partito dall’Olimpico e diretto alla squadra di Conte è chiarissimo. Non siamo l’anti Juve, siamo solo la Lazio, ma lo siamo a testa alta e fino alla fine proveremo a scrivere il nostro nome davanti a quello di tutti gli altri. La rabbia di Petkovic, la concretezza di Candreva, il guizzo della “prima” di Konko. La Lazio è pronta, la vittoria la fotofinish con il Cagliari ne è la prova.
Il Corriere dello Sport
Cittaceleste
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