Petkovic credici

C’è da credergli se dice: «Juventus-Napoli? Non la vedrò, avrò altro a cui pensare». Come dar torto a Claudio Lotito: c’è Lazio-Milan, sabato sera. E mai da quando è presidente della Lazio si è avvicinato a un big match con la sensazione — suffragata dai fatti — di essere favorito.…

di redazionecittaceleste

C’è da credergli se dice: «Juventus-Napoli? Non la vedrò, avrò altro a cui pensare». Come dar torto a Claudio Lotito: c’è Lazio-Milan, sabato sera. E mai da quando è presidente della Lazio si è avvicinato a un big match con la sensazione — suffragata dai fatti — di essere favorito. Mai dal 2004 a oggi i biancocelesti hanno affrontato Milan, Inter o Juventus con un pronostico favorevole. Vittorie ne sono arrivate, non ultimo proprio quel 2-0 ai rossoneri del febbraio scorso firmato da Hernanes e Rocchi. Ma stavolta è l’approccio che cambia.

Squilibrio record 
È una partita verità, questa. È la controprova per una Lazio che ha fallito il primo scontro diretto della stagione, contro il Napoli. Adesso il Milan arriva al momento giusto — dopo una sosta che ha consentito a Petkovic di svuotare l’infermeria — e nella maniera giusta, con un altro big match in calendario (Juventus-Napoli) e dunque la possibilità, vincendo, di avvicinare in classifica almeno uno dei primi due posti. E allora conviene rimettere l’orologio, segnare in rosso la data sul calendario se già non l’avete fatto. Perché per trovare una sfida con il Milan vissuta con tanta superiorità di classifica — oggi sono 8 i punti di vantaggio di Petkovic su Allegri — bisogna tornare indietro di oltre 11 anni, fino all’1 aprile 2001: quel giorno la Lazio affrontò il Milan presentandosi a +13, poi uscendo sconfitta da San Siro (1-0, gol di Boban). Era il girone di ritorno, quello. E allora il +8 di oggi, dopo sole 7 giornate di campionato, è ancor più significativo. Basti questo dato a confermarlo: mai nell’era dei tre punti in un girone d’andata Lazio-Milan è stata una partita così squilibrata, con un vantaggio così netto da parte biancoceleste in classifica.

No al braccino 
È il manifesto della gestione Lotito, capitolo importante della sua storia laziale, simbolo di una crescita se non costante quantomeno ormai acclarata. Così lontana, questa partita, dalla vittoria per 2-0 dell’1 febbraio scorso, con una contestazione aperta per un mercato non soddisfacente, il misterioso forfeit di Klose e le voci di dimissioni di Edy Reja. Oggi al comando c’è Petkovic: forse neppure lui sognava di arrivare così bene a questo match. Invece ora gli tocca fare lo psicologo. Si è detto anche altre volte: Hernanes e compagni sbagliano troppo spesso il match della verità, Napoli è solo l’ultimo esempio di un elenco ricchissimo nelle ultime stagioni. E allora ecco Lazio-Milan, il miglior Lazio-Milan possibile per tentare il decollo definitivo. «Non voglio più vedere questi alti e bassi nelle prestazioni, anche nel corso della stessa partita», disse il tecnico ai giocatori dopo il k.o. di Napoli. Concetto ripetuto anche questa settimana. L’occasione è d’oro, non può volare via.

gazzetta dello sport

Simone Davide

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