Vincere per capovolgere la storia. Perché sono ormai due anni che a Udine la Lazio si gioca la stagione. Prima il famoso rigore sbagliato da Zarate, poi la gara del “fischio fantasma” con conseguente gol di Pereyra: una tendenza dal retrogusto amaro che ha permesso ai bianconeri di ottenere, a…
Vincere per capovolgere la storia. Perché sono ormai due anni che a Udine la Lazio si gioca la stagione. Prima il famoso rigore sbagliato da Zarate, poi la gara del “fischio fantasma” con conseguente gol di Pereyra: una tendenza dal retrogusto amaro che ha permesso ai bianconeri di ottenere, a discapito dei biancocelesti, l’ultimo posto utile per la qualificazione in Champions: «Spero che questi precedenti siano un incentivo per dare di più», spiega Petkovic.
Per lui è la prima volta al Friuli, ma anche nel suo caso questo incontro mette in palio un posto in Europa (seppur quella meno nobile): «Se vincessero ci aggancerebbero in classifica, saranno carichi. Ma sappiamo come metterli in difficoltà e si è visto all’andata». Fu 3-0 senza repliche. Rispetto ad allora però la situazione si è completamente capovolta. L’Udinese si è ripresa dopo un avvio stentato, mentre la Lazio da gennaio si è fermata: «Sono successe tante cose — ricorda il tecnico — e abbiamo giocato molte partite. Con la rosa al completo si poteva fare meglio, ma si sono presentate parecchie interferenze esterne, come cartellini e rigori contro, che ci hanno condizionato. Ora però è inutile guardare indietro». Sguardo rivolto in avanti, dunque. Ma non troppo: «Il derby? Ci guarderanno da molti Paesi, spero sia una bella sfida. Le parole di De Rossi? Ora penso solo a Di Natale». L’accesso all’Europa la Lazio vuole conquistarselo prima sul campo, per arrivare alla finale a cuor leggero (sempre che sia possibile in una partita del genere). Vincere contro l’Udinese diventa determinante: «Andranno in campo i migliori», assicura Petkovic. Che però dovrà ancora una volta fare la conta dei disponibili. Con Radu e Lulic ancora out (questa volta per infortunio), c’è da reinventare la fascia sinistra. Probabile che venga confermato Stankevicius (l’alternativa è la difesa a 3, con Gonzalez e il giovane Crecco cursori di fascia) per completare la linea difensiva insieme a Gonzalez, Ciani e Biava. A proposito: il rinnovo del centrale bergamasco non è così sicuro e su di lui è forte il pressing del Genoa. A centrocampo Ledesma, dietro Candreva, Onazi, Hernanes e Mauri. Davanti unica punta Klose. Anche per lui è la prima volta al Friuli. E con il tedesco in campo, capovolgere la storia può diventare più facile.
Repubblica
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