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Tare-Petkovic patto di ferro

ROMA – Si sono scambiati una stretta di mano, un segno di intesa e di speranza. Patti chiari e fiducia allungata, vale il colloquio di ieri mattina. Tare e Petkovic a Formello, hanno parlato per un’ora. Il confronto è avvenuto...

redazionecittaceleste

ROMA – Si sono scambiati una stretta di mano, un segno di intesa e di speranza. Patti chiari e fiducia allungata, vale il colloquio di ieri mattina. Tare e Petkovic a Formello, hanno parlato per un’ora. Il confronto è avvenuto durante l’allenamento di ripresa, erano seduti in panchina, uno accanto all’altro. La stretta di mano se la sono scambiata a conclusione della chiacchierata, i giocatori erano in campo, l’hanno vista bene. E’ stato un confronto lungo, approfondito, ha toccato vari punti: il match col Genoa, gli infortuni in serie. L’obiettivo è rispondere agli interrogativi, far riscoccare la scintilla, riaccendere la Lazio una volta per tutte. Petkovic continua ad avere la fiducia della società: Lotito gli ha concesso le attenuanti generiche, Tare ci ha parlato per supportarlo.

La crisi non è stata passeggera, s’è riacutizzata, non ha portato allo strappo tra club e tecnico, ma ha tenuto vivi i malumori. L’insoddisfazione serpeggia da tempo negli uffici di Formello, è strisciante, l’hanno documentata i primi tre mesi d’annata. Petkovic ha alcune ragioni (gli infortuni certamente non agevolano il suo lavoro), ma anche torti. Lotito e Tare li avranno fatti notare certamente, da tempo chiedono un’inversione di tendenza e la correzione degli errori ripetuti (confusione tattica, mancanza di cattiveria agonistica, poca prolificità offensiva). Petkovic non è stato lasciato solo, i dirigenti non l’hanno mollato, neppure la squadra l’ha fatto. Petkovic deve ritrovare serenità e lucidità, deve mettere mano alla formazione per riequilibrarla. La società s’aspetta una Lazio riconoscibile, figlia di un modulo meno fatuo. S’aspetta che giochino i più in forma a costo di tagliare qualche big, nessuno deve sentirsi sicuro del posto. Petkovic non deve farsi distrarre dalle voci esterne, dal toto-allenatore, dai forcaioli di piazza che ne vorrebbero la testa, aspettano solo di vederla rotolare. Vlado da mesi offre il petto per rispondere alle critiche, l’umiltà mostrata al suo arrivo può aiutarlo a restare a galla.

Corriere dello Sport