Il trenino che da Liverpool Street porta alla stazione di White Hart Lane sembra uno di quei treni “speciali” di una volta: finestre tappezzate di vessilli biancazzurri, cori incessanti che sovrastano il tum-tum delle ruote sulle rotaie e, ovunque, l’aquila laziale. Ma è una carovana - almeno sul treno delle…
Il trenino che da Liverpool Street porta alla stazione di White Hart Lane sembra uno di quei treni “speciali” di una volta: finestre tappezzate di vessilli biancazzurri, cori incessanti che sovrastano il tum-tum delle ruote sulle rotaie e, ovunque, l’aquila laziale.
Ma è una carovana - almeno sul treno delle 17.52 - del tutto pacifica e festosa. Pendolari nei primi e negli ultimi vagoni, popolo della Lazio in mezzo, accompagnato da un paio di poliziotti armati di giacche gialle ad alta visiblità (e non in assetto anti-sommossa). Del resto, il servizio d’ordine del pre-partita è molto “soft”, all’inglese: tanta visibilità, ma mai minacciosa.
AL WHITE HART LANE - I tifosi biancazzurri vengono fatti scendere a Bruce Grove, una fermata prima, ma la camminata per lo stadio è breve. E già un’ora e mezzo prima del calcio d’inizio lo spicchio di White Hart Lane dedicato agli ospiti è gremito.
Il coro «Paul Gascoigne, lalalala!» che già aveva accompagnato per l’intera giornata i sostenitori laziali sale dagli spalti di White Hart Lane proprio mentre cominciano a riempirsi - alla spicciolata e negli ultimi minuti, come è consuetudine da queste parti - gli altri settori, quelli dei tifosi di casa. Salgono gli applausi: è da qui che Gazza ha spiccato il volo per Roma vent’anni fa, il suo posto nella storia dei due club è assicurato.
I cori s’infittiscono durante il riscaldamento. Zarate, dato in panchina, non partecipa. Resta ancorato alle poltroncine di bordocampo. Si alzerà solo a metà ripresa ed entrerà nel finale.
SI PARTE - L’arbitro rumeno Hategan fischia il calcio d’inizio, il tifo entra nel vivo. Poco dopo il gol annullato a Dempsey, White Hart Lane sembra svegliarsi tutto d’un colpo con uno struggente ed assordante «When the Spurs Go Marching In...» . Davvero bello. Ma la replica dei tifosi laziali non è da meno, con un passionale «Lazio alè!» .
Villas-Boas resta spesso seduto ma sprizza energia da tutti i pori. Petkovic invece è in piedi nell’area tecnica per tutto il primo tempo. Quando dà indicazioni lo fa con precisione e calma, quasi a volere rassicurare i suoi.
NEL SEGNO DI GAZZA - Torna il coro per Paul Gascoigne allo scadere del primo tempo e scrosciano gli applausi dagli spalti del White Hart Lane. L’affetto è genuino anche se gli anni che dividono i due club da Gazza sono tanti. Poi, il rammarico più grande della prima frazione: quel tiro d’esterno di Gonzalez che sbatte contro la traversa a Lloris battuto. Rincuorati, ripartono i cori dal settore laziali.
Ripresa e al quarto minuto Defoe, rincorrendo un pallone va a sbattere contro un cartellone pubblicitario proprio sotto i sostenitori laziali. Defoe sta bene, si rialza, dal settore si leva un «buu...» di quelli inequivocabili. Sono pochi e dura poco, ma quanto basta per l’osservatore UEFA, l’olandese Johannes Reiigwart, a segnare il minuto e l’evento sul suo taccuino.
Klose, che aveva rimediato un pestone alla caviglia nel primo tempo, è assatanato. Al quarto d’ora lancia un vaffa - più di frustrazione che di rabbia - che si sente anche in tribuna. Gara vera anche se senza acuti tecnici.
Il Corriere dello Sport
Cittaceleste
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