E’ un pezzo di miracolo, aspettando quello completo. E’ quarto. Anzi, sarebbe quarto. Non è immaginazione, è l’immagine della classifica parziale, è lo specchio dell’andamento del campionato registrato da quando Reja è entrato in competizione. Petkovic è stato esonerato dopo 17 partite, Edy ha esordito nel 18º turno. La Lazio,…
E’ un pezzo di miracolo, aspettando quello completo. E’ quarto. Anzi, sarebbe quarto. Non è immaginazione, è l’immagine della classifica parziale, è lo specchio dell’andamento del campionato registrato da quando Reja è entrato in competizione. Petkovic è stato esonerato dopo 17 partite, Edy ha esordito nel 18º turno. La Lazio, a Natale, aveva 20 punti. Il furlan, nelle successive 15 giornate, ha totalizzato 28 punti, idealmente gli sono valsi la quarta posizione (è in condominio con Napoli e Atalanta). Solo Juve (38), Roma (35) e Parma (30) hanno fatto meglio. Edy viaggia alle medie di Benitez (terzo nella realtà) e a sorpresa s’è visto affiancare da Colantuono.
LA RIVOLUZIONE -
E’ strambo il rovesciamento della classifica, la prospettiva offerta dai risultati registrati in tutta la serie A nel 2014. E’ il campionato delle montagne russe, sin dall’inizio ha sbattuto giù e su le speranze dei biancocelesti. Con l’arrivo di Reja è cambiato il destino, s’è ricominciato a sognare e ad incutere timore. Edy ha una media di 1,86 punti a partita, ha vinto 8 gare, ne ha pareggiate 4, ne ha perse solo 3. Nelle ultime 15 sfide di A la sua Lazio ha segnato 20 gol, ne ha incassati 14. Le migliori difese, nel periodo in questione, appartengono alla Juve, alla Roma (11 gol beccati) e al Napoli (13). Edy ha risucchiato 9 punti all’Inter (quinta nella classifica reale) e 6 alla Fiorentina (quarta alla 32ª giornata). Inter e Fiorentina, sempre loro, nel 2014 hanno ottenuto 19 e 22 punti, hanno frenato. Lo studio rende ancora più chiaro un concetto: nella corsa al quinto posto il Parma sarà un concorrente agguerrito: nonostante il ko coi biancocelesti è rimasto davanti nella classifica parziale e in quella generale.
L’ATTACCO - Edy ha scalato la classifica partendo dietro a tutti, potendo utilizzare armi meno affilate, soprattutto in attacco. Klose ha segnato poco rispetto alle stagioni precedenti e Reja s’è dovuto inventare nuovi goleador: Keita, Candreva e Lulic (gli ultimi due non avevano mai segnato così tanto). Le squadre che precedono la Lazio nella classifica parziale hanno un potenziale offensivo più produttivo. Edy può godersi i numeri, ma non è tipo che si specchia nelle statistiche. A lui interessano i fatti, attende le ultime sei partite (Napoli, Torino, Livorno, Hellas Verona, Inter e Bologna), studia il bottino di punti (18) che restano a disposizione. Edy lo sa, ne serviranno un bel po’ per agganciare il quinto posto (tenendo sempre a mente che il sesto può comunque garantire la qualificazione, dipenderà dal piazzamento finale della Fiorentina, è in finale di Coppa Italia col Napoli).
L’ANIMA -
In tanti pensavano che la Lazio fosse fuori dai giochi, si sbagliavano. Reja ha ridato un’anima alla squadra, l’ha rimessa in carreggiata. E’ un esperto di rimonte e di scalate, le partenze in salita non l’hanno mai impressionato. Reja, oggi, è uno dei favoriti nella corsa europea, ha messo il fiato sul collo a Parma e Inter, ha sconfitto i primi e proverà a schienare i secondi nella sfida dell’11 maggio (si disputerà a S.Siro). Reja corre e rincorre a cento all’ora, progetta i sorpassi in volata, con lui non è mai tempo di andarci piano.
Corriere dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA