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Lazio e Milinkovic appannati: servono meno leziosità

La squadra biancoceleste è in un periodo di calo e il talento serbo incarna bene questo momento di flessione...

redazionecittaceleste

di Lorenzo Ottaviani

ROMA – Va bene il rigore al 92esimo, va bene che Strakosha non ha dovuto fare parate degne di nota in 90 minuti di gioco – a parte neutralizzare la pirotecnica rovesciata del redivivo Pezzella -, ma non nascondiamoci dietro un dito. La Lazio poteva e doveva giocare meglio per dare un colpo di reni importante e ripartire subito, sfruttando il pareggio in trasferta della Roma a Genova. La realtà invece è stata ben più cruda e amara per gli uomini di Inzaghi, che si sono trovati davanti una squadra battagliera che ha fatto la sua partita, ma senza dimostrare di essere superiore ai biancocelesti in nessuna zona del campo, almeno nel primo tempo. La ripresa ha visto il calo fisico di molti calciatori capitolini, così la Fiorentina ha preso campo. Stanca e un po’ leziosa, la Lazio ha perso terreno e la Viola, aiutata anche dalla buona sorte, ha strappato un punto d’oro all’Olimpico. Un emblema della situazione delle Aquile? Un affaticato e discontinuo Milinkovic-Savic.

 

MILINKOCRAZIA APPANNATA

Probabilmente è lui che incarna meglio il periodo della compagine biancoceleste. Sergej Milinkovic è indiscutibilmente un fattore determinante per questa Lazio: ha fisicità, tecnica, capacità di inserimento e anche buone doti di interdizione che ne fanno un centrocampista completo, sebbene sia solo un classe ’95. Da quando è tornato dalla Nazionale però, ‘il Sergente’ non è riuscito a mettere in campo queste sue qualità in maniera continua, ma solo con qualche giocata di livello e un discreto numero di leziosità che hanno caratterizzato le sue prestazioni opache. Questo emerge dai numeri contro la Viola: per lui 4 contrasti vinti su 20, 27 palle perse, 4 controlli errati e 6 takle vincenti subiti. Il miglior Milinkovic deve ancora tornare dalla Serbia, ma deve sbrigarsi. E’ troppo importante per questa Lazio.

NESSUN DRAMMA, MA…

Sia chiaro, non è assolutamente questo il momento di fare drammi e riconsiderare quanto di buono fatto in questa stagione da Inzaghi e i suoi ragazzi, a cominciare dal trionfo in Supercoppa Italiana contro la Juventus. Però la situazione deve cambiare, anche perché bisognerà ricominciare a vincere già contro la Samp domenica prossima per tenere il passo delle agguerrite concorrenti per un posto Champions. In più, tra un po’ entrerà in scena anche la Coppa Italia, che sarà la terza competizione da affrontare dopo Serie A ed Europa League per i biancocelesti. Periodo delicato insomma, che va affrontato con il piglio giusto e la determinazione che il tecnico piacentino è riuscito ad imprimere nelle menti dei propri giocatori. Queste invece le parole di Sergio Conceicao sulla Lazio e Inzaghi: CONTINUA A LEGGERE

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