• LE ULTIME NOTIZIE SULLA LAZIO? TUTTO IN DIRETTA SUL CANALE 85 DELLA TUA TV! TI ASPETTIAMO!

Supercoppa, è la vittoria d’Inzaghi

Supercoppa, è la vittoria d’Inzaghi

Ha saputo governare i momenti anche più delicati, trovando sempre le soluzioni migliori: ’assenza di Felipe, la bufera della vigilia per il caso Keita

di redazionecittaceleste

ROMA – La Lazio si è aggiudicata la più straordinaria, romanzesca, appassionante Supercoppa italiana, vincendo due volte contro la Juve. La prima in una partita di ottanta minuti, in cui ha messo alla frusta i bianconeri, segnando due volte con Immobile e offrendo la netta sensazione di una superiorità atletica evidente. La seconda vittoria è arrivata in pieno recupero, dopo che Dybala aveva rimesso in equilibrio il risultato, con una punizione magistrale e un rigore realizzato con freddezza allo scadere. In quel momento, di fronte ai Campioni d’Italia e vice-campioni d’ Europa, quasi tutte le squadre avrebbero piegato le ginocchia, convinte che anche i fluidi erano lì a raccontare di una serata-no. La Lazio ha invece avuto la forza, l’orgoglio, la sfrontatezza per andare a vincere ancora, con due giocatori appena messi in campo da Simone Inzaghi: Lukaku ha costruito l’azione del gol, il giovane Murgia – un ragazzo di cui sentirete parlare, un tifoso della Lazio e un prodotto di un vivaio straordinario – ha realizzato con un piattone che poteva essere nel repertorio di Higuain.

INZAGHILANDIA

Chissà se – statisticamente – questo è il primo trofeo della nuova stagione o l’ultimo di quella passata. Di sicuro è il coronamento del lavoro di Simone Inzaghi, che ha saputo governare i momenti anche più delicati, scrive ilCorrieredellosport, trovando sempre le soluzioni migliori. L’assenza di Felipe, la bufera della vigilia per il caso Keita: Inzaghi ha pescato ancora una volta le carte giuste, valorizzando anche il lavoro dei dirigenti. Già, perché è il caso di dirlo: ancora una volta Lotito e Tare sono riusciti a dimostrare che sul mercato hanno pochi rivali. Pensate a De Vrij, acquistato per meno di dieci milioni. Esattamente come Milinkovic-Savic o Immobile. Giocatori che oggi ne valgono almeno un centinaio. Ma la storia è stata impreziosita dalle due “novità” decisive di questa finale: Luis Alberto e Lucas Leiva. Il primo, già in organico lo scorso anno, ha dimostrato qualità inesplorate e valorizzate appunto da Inzaghi. Lucas Leiva, con un curriculum eccezionale, sin dal primo momento era stato designato come erede di Biglia. Il prezzo del cartellino, pochi milioni di euro, ha ingannato parecchi, perché il giocatore è di profilo internazionale: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

 

0 Commenta qui

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy