cittaceleste partite Cagliari-Lazio, male Rapuano: sempre indeciso e spesso distratto

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Cagliari-Lazio, male Rapuano: sempre indeciso e spesso distratto

Rapuano
Gli avvenimenti da moviola nella ventiseiesima giornata di Serie A. Analizzata la prova del signor Antonio Rapuano della sezione di Rimini
Stefania Palminteri Redattore 

Primo tempo

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La partita è di alta intensità e offre tanti duelli individuali all'Unipol Domus. Rapuano non inizia al meglio la propria partita: manca un cartellino giallo evidente ai danni di Dossena, autore di un fallo in netto ritardo su Isaksen da ottima posizione. Sulla punizione successiva, inoltre, il fischietto romagnolo assegna erroneamente calcio d'angolo ai biancocelesti per un tocco di Isaksen sul tiro cross di Pellegrini.

Rapuano, va detto, deve poi badare anche a problemi tecnologici che non lo competerebbero: va in confusione a causa di un malfunzionamento dei microfoni per la comunicazione con gli assistenti, tanto da assegnare erroneamente rimessa dal fondo su un tocco vistoso di Pellegrini a contrasto con Palestra. Ineccepibili, comunque, le due ammonizioni comminate nella prima frazione: netto l'intervento in ritardo di Mina su Maldini, così come il fallo tattico di Pellegrini su Palestra a campo aperto.

Secondo tempo

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La ripresa si apre meglio per il fischietto romagnolo. L'intensità della gara vive fasi alternate tra stanchezza e strappi improvvisi, per Rapuano la gestione diventa più semplice. Giuste le ammonizioni comminate a Zé Pedro prima e a Provstgaard poi: il portoghese era già stato attenzionato nella prima frazione e viene sanzionato per una trattenuta vistosa ai danni di Rovella, che accuserà un problema alla spalla proprio in questa situazione. Per il danese, invece, netto il fallo tattico ai danni di Palestra in ripartenza.

Poco da segnalare, invece, sul fuorigioco segnalato a Palestra in occasione del vantaggio rossoblù cancellato: giusta la segnalazione del primo assistente, Costanzo, arrivata solo dopo la conclusione dell'azione, come da protocollo. Decisione geografica, invece, sulla seconda ammonizione e conseguente espulsione di Mina: il contatto è al limite dell'area e porta, appunto, al calcio di punizione dal limite e il rosso per il colombiano.