Le parole del tecnico della Cremonese, intervenuto dopo il triplice fischio della partita contro i biancocelesti dalla sala stampa dello Zini

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La Lazio vince in rimonta allo Zini: la Cremonese dura poco e i biancocelesti passano per 1-2 nel recupero. Intervenuto dopo il triplice fischio dalla sala stampa dello Zini, Marco Giampaolo ha commentato così il match:

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22 punti all’andata, ora la Cremonese non se la gioca nemmeno con chi ha poco da dire: come lo spiega?"Non sono d’accordo, la Lazio aveva qualcosa da dire. Sulla prima parte, non saprei: io parlo della mia esperienza di sei partite fin qui, la sconfitta di oggi non ci stava, al netto degli errori e della poca lucidità in certi frangenti. E al netto del carico di responsabilità. La squadra comunque viene da un periodo lungo di delusioni e difficoltà, con la classifica ribaltata. La sconfitta sicuramente fa male, perché i ragazzi sono usciti stremati dal campo; il 2-1 finale cambia proprio il parere sulla partita, e ci può anche stare. Dispiace soprattutto per la delusione patita dai miei calciatori. Il primo gol subito è stato folle, e abbiamo perso una gara folle all’ultimo minuto. Serve ora solo stare zitti e riordinare le idee, va ripristinato un minimo di morale per affrontare la prossima partita e le somme le tirerete voi, il club, la società, eccetera".

A questa squadra manca la percezione del pericolo? "Sul primo gol c’è un netto recupero di Maleh, va davanti all’avversario, poi gli scappa la palla e Tavares gli sfila avanti. Poi vanno a fare gol. Non è un errore clamoroso, serve un’analisi: Maleh è lì! Il secondo gol nasce da una ripartenza, ma non giustifico niente. Me la ciuccio, come si dice dalle mie parti".

Anche solo un pari sarebbe stato vitale. Come si è arrivati alla sconfitta?"Possiamo anche dire che la squadra ha cercato di avere quel coraggio fino alla fine per cercare di vincerla e poi ha subito gol e l’ha persa. Ma se avessimo segnato, avremmo detto che la squadra ha creduto fino alla fine. Dove sta la verità? Non c’è, non esiste. Forse sta nel coraggio che bisogna sempre avere. A volte non ti premia, ma l’atteggiamento coraggioso va sempre salvaguardato, dal mio punto di vista. Il risultato lascia aperto un milione di considerazioni che premia chi ti critica e chi pone l’accento su questa situazione. In questa fase del campionato il risultato di oggi pesa, in altre no, avrei premiato il coraggio. A 20 giorni dalla fine ogni partita è quasi ultima spiaggia, non ci sono margini di errore, non c’è spazio, e lo sapevamo, ne sono consapevole".

Sull'ipotesi ritiro "Mai".

Di Sanabria cosa ne pensa?"Giocatore forte che ha bisogno di fiducia, quando sbaglia a Cremona viene fischiato e rimproverato, e ciò moralmente non lo aiuta. Per me ha qualità, ma comunque non va fatta la caccia ai singoli, il calcio non è “i singoli”. Il vostro giudizio ha un arco temporale diverso rispetto al mio: il mio è di 40 giorni, il vostro di undici mesi. Voi portate dietro situazioni che avete vissuto prima di me, io no, e lo giudico per ciò che ho visto in quaranta giorni. Ha qualità, sa giocare, è intelligente calcisticamente. Qualche responsabilità per il fatto di non essere entrato nel cuore della tifoseria ce l’avrà anche, ma io lo giudico per quello che ho visto fin qui".

C’è un problema di lampadina che si accende in questa squadra? "Non mi sono mai soffermato a fare l’analisi individuale dei miei calciatori, non è quella la priorità per me. I calciatori sono i migliori che ho da qui alla fine, sono quelli con cui devo raggiungere l’obiettivo. Voglio il massimo da ognuno di loro. La programmazione non è argomento di attualità, io penso all’obiettivo di oggi".

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