cittaceleste partite RIVIVI IL LIVE | Lazio-Fiorentina, Lotito: “Mercato, arbitri, FIGC e tifosi. Dico che…”

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RIVIVI IL LIVE | Lazio-Fiorentina, Lotito: “Mercato, arbitri, FIGC e tifosi. Dico che…”

Claudio Lotito
Le parole del presidente biancoceleste, intervenuto dopo il triplice fischio del match direttamente dalla sala stampa dello stadio Olimpico
Michele Cerrotta

Al termine della gara tra Lazio e Fiorentina è intervenuto in conferenza stampa Claudio Lotito. Queste le sue parole.

Come può continuare la Lazio con queste situazioni arbitrali?

Sono abituato a non pensare male, ma a essere collaborativo e trovare le soluzioni di mediazione per risolvere i problemi. E come ricorderete feci un comunicato stampa in cui dicevo di accompagnare il processo di crescita e avvicendamento generazionale. È chiaro che nel momento in cui i fatti dicono che si verificano una serie di episodi che non possono essere dettati solo dalla casualità, ho ritenuto giusto fare una lettera non di lamentela, ma mirata a risolvere il problema. Ho scritto alla Lega perché è il mio referente, stara a questa interfacciarsi con chi di dovere. Non ho ricevuto risposta. Ho posto un problema che riguarda tutte le società e la credibilità e la tenuta del sistema e del campionato. Ho chiesto di trovare un sistema insieme, di stabilire i criteri e le casistiche. Sono stato trasparente e corretto per evitare interpretazioni, ma qualcuno l’ha presa come una lamentela. Ma l’interesse è di tutti, si creano danno rilevanti: otto, nove o dieci punti in un campionato sono significativi anche dal punto di vista economico. La Lazio è una società quotata, la lettera e in rappresentanza anche dei pochi azionisti oltre me che ci stanno. Non ho avuto risposta, vorrà dire che ci rivolgeremo ad altre sedi. Non è un’ipotesi ma un dato che avverrà. E mi pare di capire che ci siano altre attenzioni: si lamentano tutti. Il Governo a un certo punto ha ritenuto di togliere alcune prerogative alla Federazione, come sulle ammissioni al campionato, e di darle a una struttura nuova. Fatalità la Lazio era stata esclusa, poi a un certo punto viene riammessa”.

Chiede un intervento della politica?

Non mi sono attivato in prima persona per evitare qualsiasi tipo di valutazione che potesse far pensare che io abbia degli interessi in conflitto. Ma sorrido, perché mi pare che da quando ci sono le cose vanno peggio. Ho sempre cercato di tutelare il sistema e lo sanno tutti. Ora, che la politica possa intervenire… probabilmente da quello che leggo sui giornali - tra interrogazioni parlamentari e questione time - il problema è all’ordine del giorno. Alla fine l’interesse di tutti è avere la certezza della trasparenza delle azioni e della conformità di queste. Se la stessa situazione viene trattata in modi diversi si creano problemi anche di omogeneità. Già il fatto che ci sia una diatriba all’interno della stessa componente è complicato. Mi risulta che ci siano in atto alcune interrogazioni politiche in cui si chiede di valutare cosa fare in questa situazione, come successo per l’ex Covisoc, posta all’esterno per dare una maggior certezza presunta di atteggiamento terzo. La stessa cosa dovrebbe accadere per altre componenti che incidono in modo significativo e che non devono far pensare male. Poi quando qualcuno si sente leso, come ha detto la Lega, potrà rivolgersi alle sedi opportune. Ma da uomo delle istituzioni ho a cuore il mantenere in piedi un sistema credibile. Mi sono sempre attivato per un percorso a tutela degli interessi di tutti. Devono finire le dietrologie o le certezze. Si può sbagliare, è umano, ma perseverare è diabolico. Se continua questo sistema allora non è più credibile”.

Qual è il punto sul mercato?

Sono il presidente più longevo nella storia del calcio italiano. Ho imparato che quando un giocatore non vuole più stare non si può trattenere a forza. Castellanos ha chiesto di essere ceduto, è stato corretto e serio. Così come Guendouzi. Sono giocatori che quando ricevono offerte economiche e sportive di natura diversa possono rimanere interessati ad altre esperienze, soprattutto nel momento in cui non si ritrovano nel gioco e pensano di non poter esprimere le loro potenzialità. Nessuno sta svendendo i giocatori. Sorrido perché fino a ieri si pensava ci fossero giocatori marginali nella Lazio. Avete scritto che avevamo nascosto a Sarri il mercato bloccato, ma sono bugie. Il direttore amministrativo, persona correttissima che ho trovato qui, ha posto un problema. Io fui un sostenitore dell’indice di liquidità ai tempi del Parma, per avere la certezza che le squadre ultimassero il campionato. Quell’indice testava la cassa a breve. Era un indice a 0,2 e poi qualcuno l’ha fatto diventare di iscrizione al campionato. È stato respinto al TAR, dopo un mio ricorso, perché non aveva senso permettendo di fare debiti oltre i 12 mesi: le società sarebbero state altamente indebitate, ma l’indice non lo avrebbe rilevato. Servirebbe invece un indice di solidità. Un imprenditore virtuoso viene penalizzato: io sto facendo Academy e stadio, che richiedono soldi. Io non ho fatto un mutuo per farli, avrei potuto. La Lazio ha 300 milioni di patrimonio immobiliare, oltre a quello dei giocatori e alla società marketing che da ventuno anni esce con 15-18 milioni di utili. Quest’anno ne ha distribuiti 29. Come puoi impedire a una società simile di fare mercato? Qualcuno si è inventato di spaccare il mercato in due tranche, usando una norma già abolita e con una fotografia addirittura al 30 marzo. Quel problema ha creato un danno alla società. Per fortuna la Lazio aveva fatto acquisti per oltre 100 milioni l’anno prima, altrimenti non avremmo avuto neanche i giocatori. Ci hanno bloccato anche gli acquisti per il settore giovanile. Questa cosa ha creato uno stallo in estate. Nella fase invernale abbiamo iniziato a fare mercato, cosa che avremmo dovuto fare in estate. Quei giocatori avevano chiesto di andare via già in estate. Se esce Guendouzi entra Taylor, giocatore dell’Ajax. Ma non finisce qui il mercato. L’interesse della società non è di indebolire, ma di rinforzare la squadra. E passa anche attraverso il ringiovanimento dei giocatori in rosa. Stiamo prendendo giocatori che hanno scelto la Lazio come punto di arrivo. Non ci siamo avventurati la mattina: Ratkov lo monitoravamo da tempo, abbiamo mandato un osservatore a Bologna-Salisburgo. I giocatori li sceglie la società, l’allenatore deve allenarli. Ma sono sicuro che sarà soddisfatto. Non a caso ho allestito una sala scouting con otto persone che lavorano h24. Taylor è stato già acquistato, farà parte della Lazio. Vogliamo ringiovanire la squadra e renderla più affamata. La Lazio deve essere un punto di approdo, serve l’orgoglio di essere qui. Sia Castellanos che Guendouzi sono due bravi ragazzi. Io poi devo salvaguardare la squadra, chi ha fa parte dello spogliatoio non può essere mortificato: sta dando tutto, con il cuore. E hanno la capacità per poter dare il massimo”.

Anche i tifosi si sentono mortificati, ma dalle scelte degli arbitri.

E cosa pensi stia facendo? Devo prendere una mitragliatrice e sparare sulla classe arbitrale? Faccio le cose in relazione al ruolo che ricopro: ho fatto una lettera. Uomo avvisato mezzo salvato, laddove necessario ricorrerò ad altre sedi. Ritengo di aver fatto una cosa giusta, corretta, da presidente. Prima ho mostrato pazienza, in quel contesto si sono create fazioni: è un’associazioni con ricorse e denunce. Poi ho fatto una lettera che serviva a chiedere una soluzione. Se i problemi non saranno risolti mi affiderò ad altre sedi, io so cosa devo fare. Non lavoro con la pancia, ma con la testa. Ai tifosi garantisco che il 9 gennaio, per mostrare quanto tengo alla società, faccio una manifestazione al Parco dei Daini, alla quale ho invitato tutte le massime rappresentanze istituzionali. E anche una delegazione di tifosi. La Lazio è nata nel 1900 e ha la matricola originaria, costata lacrime e società a tutti: tifosi, presidenti e al sottoscritto, che per mantenerla si è caricata 550 milioni di debiti mentre altre società hanno usato scorciatoie ripartendo da zero. Non a caso siamo la prima squadra della Capitale. Faremo una bella targa che segnali come lì è iniziato il calcio a Roma”.

Quanti punti ha perso la Lazio?

Chiedetelo a Cataldi, che è qui, che lo sa bene”.