Un punto a testa e nessuna emozione. Finisce a reti bianche tra Lazio e Lecce. Al termine della gara Maurizio Sarri è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le sue parole.
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Lecce-Lazio, Sarri: “Giocatori via per me? A me dicono per la poca ambizione del club”
Si sente nel futuro della Lazio?
“Inutile fare polemica al momento. Io quando ho saputo che il mercato a giugno era chiuso ho fatto una promessa prima di tutto ai tifosi: che quest’anno avrei sopportato tutto e sarei andato avanti per rispetto del nostro popolo. Poi vediamo come finiscono le situazioni e si valuta. Magari da qui alla fine del mercato arrivano due 2005 fortissimi e uno cambia opinione. È chiaro che fino a questo momento i 7-8 giocatori diventano 5-6 e su questo non ci sono discussioni. Ma vediamo tutto a bocce ferme, una risposta al momento varierebbe da un minuto all’altro”.
È vero che i giocatori vanno via perché non vogliono stare con te?
“A me hanno detto che vogliono andare via perché non vedono grandi ambizioni della società, invece. Uno che è andato via dieci giorni fa è stato nel mio ufficio a piangere per venti minuti, quindi direi di no”.
Romagnoli verrà sostituito?
“Non mi interessa, perché sostituire Romagnoli al momento è impossibile. A parte il suo valore assoluto, è quello che è entrato meglio nei miei schemi e quello che ha la leadership assoluta in fase difensiva. Può arrivare anche un giocatore più forte, ma per trasmettergli le cose che sa Romagnoli al momento ci vogliono mesi”.
Dopo le riunioni con Lotito e Fabiani da qui a fine mercato si aspetta qualche arrivo?
“È chiaro che me lo aspetti. La cessione di Guendouzi non è mai stata coperta, abbiamo preso un calciatore complementare, non a sostituzione. Siamo in un limbo, qualcosa penso che dobbiamo farla. Però non chiedete a me cosa perché il mercato lo fa la società, il presidente è chiaro”.
Come sta vivendo questo momento?
“Io ho speso una parola e la rispetto. L’ho fatto in tutte le cose della vita: se do una parola è quella e si va fino in fondo. Per quanto riguarda l’amore dei tifosi so benissimo che da fuori non ci si può rendere conto di cosa è la Lazio. Io l’ho scoperto dopo un anno lì: è un club circondato da un amore stratosferico. I tifosi laziali sono laziali da 108%, un trasmissione d’amore continua. La parte frustrante è sapere che io nel breve periodo non li potrò mai ripagare e questo è un po’ frustrante. Poi c’è l’orgoglio di appartenere a questo popolo ed essere amato”.
C’è anche un aspetto sportivo: cosa è mancato oggi e perché?
“Io ho visto un primo tempo di una squadra applicata e ordinata ma che dal punto di vista tecnico ha perso cinquanta palloni in modo banale. Non so da cosa dipenda, ma è stata anche brava ad andare in difficoltà relativamente con quel numero di palloni persi. Purtroppo sono palloni persi in modo banale. Potrei parlare di tecnica., ma si è perso palla su trasmissioni con scarso coefficiente di difficoltà tecnica. Nel secondo tempo abbiamo perso meno palloni banali, facendo una fase di costruzione di buon livello per ottanta metri poi come ci succede spesso a quel punto ci spengiamo. Partita difficile su un campo difficile contro una squadra che venti giorni fa sembra neanche destinata alla lotta per la salvezza e ora è terzultima. Era chiaro fosse importante per loro la gara di oggi per iniziare a uscirne, sapevamo di trovare una squadra aggressiva e determinata e così è stato. Ma più che soffrire questo abbiamo sofferto noi stessi nel primo tempo”.
Qual è stata la sua sensazione nel sentire le parole del presidente?
“Non le ho sentite e non mi interessa farlo. Il presidente vede i giocatori una volta ogni venti giorni, io tutti i giorni. E ho le parole nella testa del giocatore che è andato via”.
Cosa pensa dell’iniziativa per Lazio-Genoa da parte della tifoseria?
“L’Olimpico con la nostra gente è tanta roba, vuoto è tanta tristezza. Ma vanno rispettate anche le prese di posizione e se decidono così bisogna riuscire a giocare anche in un Olimpico vuoto. C’è poco da dire”.
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