Vittoria di misura ma importante, a maggior ragione perché in trasferta, per la Lazio. Battuto il Verona con esordio dei due nuovi acquisti: questa l’analisi in conferenza stampa di Maurizio Sarri.
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Verona-Lazio, Sarri: “Quest’anno successo di tutto. Alla società ho chiesto…”
Come ha visto i nuovi acquisti?
“Li ho visti poco. Nel senso che Petar con noi ha fatto due allenamenti e Kenneth uno. Come dicevo prima, è la prima volta per me in carriera che faccio giocare un giocatore con un solo allenamento, non l'ho fatto neanche in Serie D. Questo dà un’idea delle difficoltà che abbiamo attraversato e che stiamo ancora attraversando. Posso solo parlare delle sensazioni, altrimenti sarei presuntuoso, e quelle sono positive. Dovrò cercare di essere veloce per capire pregi e difetti per inserirli al meglio”.
Serviranno più cross per Ratkov?
“Non eravamo costruiti per questo. Cambiare il cervello degli altri dieci diventa difficile. Vediamo, prendiamo tempo per capire e poi vediamo”.
La Lazio è ancora in convalescenza dopo Udine?
“Non lo so: dopo Napoli avrei detto di sì, dopo la Fiorentina meno. Oggi abbiamo la responsabilità di non aver trasformato in occasioni da gol le uscite da dietro che sono state buone oggi. Uscivamo puliti, arrivando bene ai settantacinque metri di campo. Per quanto costruito da dietro, però, negli ultimi venticinque metri non siamo riusciti a trasformarla in reale pericolosità. La partita l’abbiamo fatta e condotta noi, loro sono bravi a trovare spazio in ripartenza e sono le armi con cui hanno messo in difficoltà squadre importanti. Sapevamo fosse difficile, ma sono contento per il risultato e per i ragazzi della tribuna ospiti. All'ingresso in campo sono rimasto sorpreso: nonostante la mia età raramente avevo visto una curva ospiti così”.
Ha pesato l'assenza di Zaccagni in attacco?
“Abbiamo fatto dodici tiri in porta, la nostra media è 11.4: siamo in medie. Abbiamo creato cinque palle gol, la nostra media è 4.7. Non mi è piaciuta la Lazio in attacco, è tutto l'anno che dico che dobbiamo migliorare. Non è un ragazzo arrivato ieri che può risolvere. Zaccagni? Un giocatore di grande qualità e, come normale che sia, se manca è un problema. Lo è per quindici squadre, poi altre quattro o cinque squadre magari possono sopperire anche alle assenze di giocatori così importanti, noi no al momento”.
Le caratteristiche dei nuovi acquisti sono quelle che aveva chiesto?
“In certi ruoli si possono avvicinare di più, in altri ruoli non si avvicinano neanche”.
Che caratteristiche dovrebbe avere un ulteriore innesto in mezzo al campo? Uno come Guendouzi o uno più tecnico? Ha un po' di rammarico per le questioni arbitrali?
“Ho molto rammarico per tante situazioni che ho visto in questa stagione. Lasciamo stare gli arbitraggi, che secondo me ci sono costati tantissimo. Il mercato chiuso ci è costato qualcosa. Tante situazioni che ci hanno tolto punti. L’anno scorso la Lazio ha fatto tredici superiorità numeriche, quest'anno abbiamo fatto sette gare in inferiorità numerica: tutto quello che poteva accadere ci è successo. Un attimo di rammarico è normale. Ho la fortuna di seguire ragazzi che mi fanno andare al campo contento. Se posso ripagarli lo farò, provando ad arrivare a fine stagione con sette-otto giocatori per il futuro. Se la società ci aiuta in estate con tre innesti forti, possiamo fare un ulteriore salto di livello. Chi mi piacerebbe? Uno che abbia quantità, qualità e faccia anche gol. Ma penso costi 80 milioni (ride, ndr)”.
Le è piaciuto Rovella?
“Gli manca qualcosa ancora, lui i dati non li vuole vedere. Ma è stato fuori tre mesi e mezzo e si è allenato negli ultimi dieci giorni. Sarebbe assurdo pensare che sia al 100%. L'aspetto positivo è però che sta crescendo di allenamento in allenamento. Questo lo può portare presto al suo miglior livello”.
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