Nella serata di ieri, la trasmissione condotta da Sigfrido Ranucci ha analizzato il progetto Flaminio presentato dalla Lazio

Il progetto di riqualificazione dello stadio Flaminio di Roma, presentato dalla Lazio, torna di nuovo al centro delle polemiche dopo l'inchiesta andata in onda su Report nella serata di ieri. Il servizio condotto da Sigfrido Ranucci ha sollevato molti dubbi sul piano presentato dal patron biancoceleste Claudio Lotito.

Stadio Flaminio

L'indagine parte da una frase del presidente: "Dal novembre 2027 il club riuscirà a risparmiare 30 milioni di euro, grazie alla fine di alcuni debiti preesistenti." Giulio Dragoni, giornalista economico-finanziario, fa luce su questo aspetto: annunciando che questi numeri non coincidono affatto con la realtà dei fatti.

Il risparmio sarebbe di gran lunga molto più basso, vicino ai 6 milioni di euro. La domanda, dunque, sorge spontanea: l'investimento per l'impianto sportivo da quasi mezzo miliardo di euro, da chi è sostenuto? Il fondo iniziale si aggira solamente su 85 milioni di euro. Dieci milioni messi a disposizione da Lotito più 75 milioni che arrivano da un 'finanziamento soci'.

In seguito, 25 milioni da contributi degli enti pubblici e ben 284 milioni da finanziamenti esterni (presumibilmente banche). Tuttavia, i soldi per la capitalizzazione iniziale non ci sono attualmente. I 480 milioni per la costruzione andrebbero spesi subito ma la Lazio non può permetterselo.

Nei documenti si legge anche che, nei primi anni di gestione dello stadio, arriverebbero flussi finanziari pari a 66 milioni di euro. Dragoni, però, interviene dicendo che questo denaro arriverebbe solamente negli anni successivi, quando il Flaminio inizierà a produrre ricavi.

Dopo la parte finanziaria, sorge un altro importante dilemma. Nello scorso novembre circola la notizia secondo cui l'Avvocatura di Roma avrebbe dato il via libera alla concessione del diritto di superficie del Flaminio alla società biancoceleste per i prossimi 99 anni.

Alfredo Parisi, tifoso laziale e presidente di FederSupporter, decide di verificare l'attendibilità della notizia. La risposta dell'Avvocatura è la seguente: "Nessun parere ufficiale espresso e nessun piano ricevuto dalla S.S. Lazio." Tempo dopo, il 9 febbraio 2026, il Comune di Roma pubblica una nota in cui conferma il deposito dei documenti necessari per il Flaminio.

Dopo la notizia, il titolo in Borsa schizza oltre il 40%: questo aumento avrebbe generato circa 26 milioni di euro di crescita del valore complessivo della società. Alla fine dell'inchiesta, il conduttore di Report conclude così: "A due mesi dalla conferenza stampa di presentazione del progetto, la Lazio ha presentato gli ultimi documenti per procedere.

Il Campidoglio può convocare la conferenza dei servizi propedeutica al rilascio della pubblica utilità dell’opera. Al vaglio ci sono ancora richieste di informazioni per l’utilizzo di parcheggi e navette. È atteso anche il piano della ristrutturazione del Flaminio, che essendo un bene di interesse pubblico è sottoposto al vaglio della Soprintendenza speciale: Lotito dovrà avere di nuovo a che fare con la Dottoressa Porro."

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