Nel corso del convegno, il Presidente Daniele Puzzilli ha presentato i progetti sostenuti dalla Fondazione
Si è svolto oggi, venerdì 8 maggio 2026, il convegno promosso dalla Fondazione Puzzilli dal titolo “Giovani, sport e prevenzione della violenza: modelli integrati tra istituzioni e società civile”. Un appuntamento pensato come momento di confronto e riflessione sul ruolo dello sport nella prevenzione della violenza di genere e del disagio giovanile.
All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, professionisti dell’ambito giuridico e psicologico, campioni dello sport e personalità impegnate nel sociale. Al centro del dibattito, la necessità di costruire una cultura basata sul rispetto, sulla prevenzione e sull’educazione delle nuove generazioni.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali dell’On. Federico Rocca, Consigliere di Roma Capitale e membro della Commissione Sport. Nel suo intervento è stato sottolineato il valore formativo dello sport e l’urgenza di affrontare la violenza di genere non solo come questione giuridica, ma prima ancora come emergenza culturale.
Nel corso del convegno, il Presidente Daniele Puzzilli ha presentato i progetti sostenuti dalla Fondazione e le attività portate avanti sul territorio. Un passaggio centrale è stato dedicato al tema della prevenzione, indicata come la vera sfida per costruire una società più consapevole e libera dalla violenza. La repressione, da sola, non basta: serve un investimento concreto sull’educazione, sulla formazione e sulla crescita dei giovani.
Il confronto è poi proseguito con l’intervento dell’Avv. Daniele Bocciolini, penalista e cassazionista, che ha approfondito alcune criticità legate al sistema di tutela delle vittime. Tra i temi affrontati, i tempi della giustizia, l’efficacia delle misure cautelari e il ruolo decisivo della prevenzione. La Dott.ssa Francesca Luchi, psicologa e sessuologa, ha invece contribuito al dibattito con riflessioni dedicate alle relazioni, alla gestione delle emozioni e alle conseguenze psicologiche della violenza. Ampio spazio è stato riservato anche alle testimonianze del mondo dello sport. Luigi Busà, campione olimpico di karate, ha raccontato la propria esperienza di riscatto personale attraverso la disciplina sportiva. Filippo Volandri, capitano della squadra italiana di Coppa Davis, ha parlato di gestione delle emozioni e rispetto dell’avversario. Ivan Provedel, portiere della S.S. Lazio, ha riflettuto sul valore della responsabilità e sulla difesa dei principi fondamentali.
Sono intervenuti anche Emanuele Bruno, campione europeo di judo e fondatore del progetto “Donna Forte”, dedicato alla consapevolezza e alla difesa personale, ed Elisa Di Francisca, campionessa olimpica di scherma, che ha affrontato il tema delle relazioni tossiche e dello sport come possibile strumento di rinascita. Le conclusioni sono state affidate a Riccardo Torquati, Presidente della Federazione Italiana Fisioterapisti dello Sport e fisioterapista degli arbitri di Serie A, con un intervento incentrato sul rapporto tra inclusione sociale e accesso alla pratica sportiva. Nel corso della giornata è stato previsto anche un momento di riflessione con Padre Vittorio Trani, cappellano di Regina Coeli.
A chiudere il convegno, la sottoscrizione simbolica da parte di tutti i relatori di una “Carta dei Valori”, documento nato con l’obiettivo di promuovere il rispetto, la prevenzione della violenza, l’educazione sportiva e la responsabilità sociale come principi essenziali per la crescita delle nuove generazioni.
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