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AIA, altro scandalo in arrivo? Nel mirino la direzione di Lazio-Pisa

Riccardo Focolari
Dopo lo scandalo che ha coinvolto Rocchi e Zappi, il procuratore Chiné dovrà occuparsi di un altro tranello arbitrale

Pessima stagione per l'Associazione italiana arbitri. In una stagione segnata dall'inchiesta dall'inibizione di 13 mesi per il presidente Antonio Zappi e l'auto sospensione di Gianluca Rocchi, c'è spazio per un altro scandalo. A catturare l'attenzione sono stati i voti assegnati dagli osservatori agli arbitri durante l'ultima giornata. In base al punteggio, si determinano conferme o dismissioni a fine stagione.

Tutto parte da un esposto inviato dal presidente della Sezione Aia dell'Aquila Guido Alfonsi alla Procura Federale e al pubblico ministero Maurizio Ascione, titolare dell'inchiesta alla Procura di Milano che vede tra gli indagati l'ex designatore Gianluca Rocchi. Alfonsi ha messo in luce alcune anomalie nella dismissione dalla Can A-B dell'arbitro aquilano Federico Dionisi. La prima conseguenza è stata l'apertura di un fascicolo da parte della procura della Federcalcio, guidata da Giuseppe Chiné.

Ma come funzionano le dismissioni? Ogni anno l'AIA dismette cinque arbitri. Alla fine di questa stagione sono tre fischietti - Rosario Abisso, Marco Piccinini e Ivano Pezzuto - con oltre 10 anni di permanenza in Can fuori dai primi 25 (solo se si è nella top 25 si può arbitrare oltre i 10 anni). Gli altri due dismessi sono gli ultimi in graduatoria: il 41esimo (Federico Dionisi) e il 42esimo (Luca Massimi).

Se Maria Sole Ferrieri Caputi avesse preso un voto più alto all’ultima giornata, sarebbe stata venticinquesima e avrebbe lasciato Rapuano fuori dalla top 25. Il fischietto di Rimini, in Commissione Arbitri Italiana dalla stagione 2015-16, l'anno prossimo non avrebbe dunque potuto arbitrare (perché, come scritto in precedenza, solo chi è in top 25 può arbitrare oltre i dieci anni). Massimi, ultimo in graduatoria, sarebbe dunque stato il quinto dismesso e Dionisi si sarebbe salvato.

Alfonsi contesta irregolarità nella designazione degli osservatori, ovvero colore che sono stati assegnati ad osservare - e giudicare- le prestazione degli arbitri. In particolare chiede di verificare i motivi di un cambio di osservatore per Lazio-Pisa, gara arbitrata proprio dall'unico fischietto femminile in Serie A.

Il presidente dei fischietti aquilani segnala che, nella gara dell'Olimpico, era stato assegnato inizialmente l’osservatore di Verona Andrea Antonelli, poi mandato a Napoli-Udinese. Percorso inverso per Sandro Rossomando, inizialmente destinato al Maradona. L'osservatore di Aprilia ha valutato Ferrieri Caputi in Lazio-Pisa con 8.40, punteggio a malapena sufficiente (i voti vanno da un minimo di 8,30 ad un massimo di 8,70) che avrebbe fatto uscire Ferrieri Caputi dalle prime 25 posizioni della classifica stagionale. Questo declassamento, secondo Alfonsi, avrebbe portato alla dismissione di Dionisi. Il voto assegnato al fischietto livornese potrebbe però aver innescato un domino, incidendo anche sulla conferma di Antonio Rapuano.

La palla passa ora al procuratore Chiné. Tuttavia, ad onor del vero, per chi ha assistito attentamente all'ultima uscita stagionale della squadra di Sarri, è stato chiaro che il fischietto di Livorno non ha condotto una buona gara, soprattutto nella gestione dei cartellini.