Si rinnova l'appuntamento, questa volta presso l'istituto Comprensivo "Via del Calice"

ROMA - Oggi, Giovedì 23 marzo 2017 si rinnova l’appuntamento con i giocatori biancocelesti presso l'istituto Comprensivo "Via del Calice", Via Alessandro della Seta 8, Roma. "Dalla scuola allo stadio, il modo giusto per sostenere lo sport". Di seguito, tutti i contributi.

17474784_10212273526943873_228552004_n

La Lazio nelle scuole, allestimento da favola! - VIDEO

Crecco: "L'integrazione è importante. Ho fatto tanti sacrifici per arrivare fino a qui. È un sogno che si corona tornare alla Lazio. La mia famiglia è tutta laziale, e io tifo questi colori. E' una gioia pazzesca giocare con la squadra per cui fai il tifo da bambino. Credete nei vostri sogni e non mollate mai. Qualche scaramanzia prima di giocare? Faccio una respirazione che ho imparato anni fa che mi concentra. Ho tanti amici anche tra gli avversari. Ma in campo l'amicizia si mette da parte quando giochi. Le barriere in Curva? Sono contrario, ma hanno deciso così e non possiamo fare niente. Se non avessi giocato cosa avrei fatto? Facevo agraria, avrei lavorato nella natura".

17474784_10212273526943873_228552004_n

Anderson: "Il derby è importante. Due anni prima di venire i tifosi mi chiedevano solo questa partita. L'ultimo vinto mi ha reso felice. È una partita speciale. L'inizio di stagione è stato difficile. Eravamo belli ma non ballavamo. I primi tre mesi sono stati più duri. I sacrifici sono tanti, bisogna uscire di casa e inseguire un sogno che non sai se si realizzerà mai. A 15 o 16 anni vai lontano dalla famiglia e resti solo. Quello è il sacrificio più grande. Qualche scaramanzia? Io prego. Tutte le partite sono importanti. La concentrazione è sempre alta. Le esultanze? Qualcuno sbaglia perché esulta contro altri tifosi, questo è sbagliato. Ognuno fa quello che vuole, ma io porto rispetto. Gli insulti non li sentiamo, devi essere concentrato in campo. Devi rispettare sempre gli avversari e anche i compagni. Perché ho scelto questo ruolo? Quando un allenatore ti conosce ti dà il ruolo. A 14 anni mi hanno messo a centrocampo, ma a me piaceva anche andare indietro a costruire il gioco. Il mio futuro? Le idee cambiano, ma sarò rilassato in Brasile quando smetto. Cosa avrei fatto se non fossi diventato calciatore? Volevo fare il calciatore, non pensavo ad altro".

Luis Alberto: "Gli ululati razzisti sono sbagliati. Ho tanti amici di colore. Penso che il razzismo non dovrebbe esistere nella vita dell'uomo. Paulo Dybala e Felipe Anderson li ammiro. Mi piacciono anche Suso e Deulofeu che conosco bene. Qualche scaramanzia? No, nessuna. Mi sarebbe piaciuto fare il tennista se non avessi fatto il calciatore".

17474784_10212273526943873_228552004_n

La Lazio nelle scuole, giocatori e bambini insieme - VIDEO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti
Tutti
Leggi altri commenti