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In Qatar via alla rivoluzione: il fuorigioco sarà segnalato da un microchip

redazionecittaceleste

A partire dal prossimo Mondiale verrà testato il nuovo sistema che punta ad azzerare ogni tipo di errore e polemica riguardo gli offside

Viaggia verso l’ennesima rivoluzione tecnologica il mondo del calcio. Verrà infatti testato a novembre, durante il Mondiale in Qatar, il nuovo sistema che punta a semi-automatizzare il fuorigioco. L’obiettivo sarà quello di renderlo visibile nel minor tempo possibile al gruppo arbitrale. Sia a quello in campo che a quello in sala. Come sarà possibile? Grazie a un microchip che sarà inserito nelpallone. E che sarà collegato a sua volta con diverse telecamere ottiche che parleranno direttamente con la sala Var.

Il nuovo sistema punta ad abbattere il margine di errore ed è basato sulla Limb-tracking technology. Si tratta di una tecnologia di tracciamento degli arti. Il tutto grazie a dodici telecamere che saranno posizionate sul tetto dello stadio. Le telecamere registreranno gli arti e le estremità rilevanti dei calciatori per ben cinquanta volte al secondo per individuarne la posizione in campo. Sarà quindi per certi versi un discorso molto simile a quello che vale attualmente per la goal-line technology. Basterà quanto inviato dal sensore all’interno del pallone per decretare senza dubbio l’eventuale posizione di fuorigioco o meno.

Insomma, la polemica sarà definitivamente azzerata. O, per lo meno, diventerà sterile. Dai settanta secondi necessari per avere in media un responso dal Var, si passerà - secondo quanto riferito - a circa venti o venticinque secondi. C’è però una nota negativa. Saranno necessarie diverse telecamere. E questo non potranno essere garantite in ogni tipo di competizione. L’obiettivo della Fifa, quindi, è al momento quello di arrivare a sviluppare un sistema che utilizzi massimo due o tre telecamere. Alla tecnologia il compito di determinare questioni oggettive, sebbene l’arbitro rimanga nonostante tutto l’ultimo deputato alla decisione finale. Non cambierà nulla, invece, per le decisioni di campo a discrezione degli arbitri. Saranno infatti ancora i direttori di gara a dover decidere qualsiasi discorso riguardi l’intensità dei contatti e, di conseguenza, eventuali falli.