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Perché il Paradiso è rappresentato come una grande città soffice tra le nuvole?

Fonte: it.aleteia.org

redazionecittaceleste

Nella cultura occidentale cresciamo con un’immagine particolare del Paradiso: una città luminosa situata tra le nuvole con cancelli dorati.

Da dove deriva questa immagine? Ed è una visione accurata di quello che sarà il Paradiso?

In molte culture nel corso della storia, il Paradiso (l’aldilà o la città in cui abitano gli dei) è stato rappresentato situato in cielo. Nella mitologia greca gli dei vivevano sulla cima del monte Olimpo, sempre nascosta alla vista dalle nubi.

I dipinti classici del monte Olimpo lo ritraggono come una città con edifici fisici in cima alle nuvole o semplicemente come un paesaggio nel cielo con grandi nuvole morbide su cui siedono gli dei.

Nelle rappresentazioni artistiche del cristianesimo è stata trasferita buona parte delle stesse immagini, per via di vari riferimenti scritturali che menzionano le “nubi del Paradiso”.

Ad esempio, Daniele ha registrato questa visione celeste: “Guardando ancora nelle visioni notturne,

ecco apparire, sulle nubi del cielo, uno, simile ad un figlio di uomo; giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui” (Daniele 7, 13).

Alludendo a questa visione, Gesù ha detto al Sommo Sacerdote: “D’ora innanzi vedrete il Figlio dell’uomo seduto alla destra della Potenza e venire sulle nubi del cielo” (Matteo 256, 64).

Se l’immagine delle nubi è coerente con la rappresentazione classica e scritturale del Paradiso, è inevitabilmente ben inferiore alla realtà della vita eterna.

San Giovanni Paolo II commentava sull’argomento in un’udienza del mercoledì che “nel quadro della Rivelazione sappiamo che il ‘cielo’ o la ‘beatitudine’ nella quale ci troveremo non è un’astrazione, neppure un luogo fisico tra le nubi, ma un rapporto vivo e personale con la Trinità Santa. È l’incontro con il Padre che si realizza in Cristo Risorto grazie alla comunione dello Spirito Santo”.

Il Paradiso è ben più di una città celeste. È il culmine del nostro amore profondo e duraturo nei confronti di Dio. È un “banchetto nuziale” in cui verità, bellezza e bontà si incontrano, un luogo di gioia eterna che realizza tutte le aspirazioni del nostro cuore. E questo è molto più attraente di qualsiasi immagine a cui possiamo mai pensare.

[Traduzione dall’inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

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