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VIDEO – Klose, «Sì arbitro, l’ho toccata»

I grandi campioni si vedono da certi gesti. Che non sono necessariamente i gol da cineteca o le giocate illuminate. I campioni veri si vedono dalla lealtà, dalla correttezza, dalla capacità di rinunciare a un vantaggio per la propria squadra se questo è il frutto di una irregolarità. Miro Klose,…

di redazionecittaceleste

I grandi campioni si vedono da certi gesti. Che non sono necessariamente i gol da cineteca o le giocate illuminate. I campioni veri si vedono dalla lealtà, dalla correttezza, dalla capacità di rinunciare a un vantaggio per la propria squadra se questo è il frutto di una irregolarità. Miro Klose, che grande campione lo è per i tanti gol segnati in una carriera vissuta sempre ai vertici, ieri ha aggiunto una perla alla sua collezione di prodezze. L’ennesima rete? No, la rinuncia a una rete segnata e convalidata. Lo ha fatto spiegando all’arbitro Banti che quel gol era da annullare perché segnato con una mano. Certo, la scorrettezza l’aveva commessa. Certo, se non ci fossero state le proteste dei napoletani e quella particolarmente vivace di De Sanctis, Klose al gol forse non avrebbe rinunciato (rischiando anche la squalifica tramite prova tv). Eppure il gesto di fair play resta e va rimarcato in un calcio sempre più avido e machiavellico, specie di questi tempi. Dove la vittoria vale più di ogni altra cosa. Delle regole, della lealtà, della capacità di restare onesti. Gli abbracci dei napoletani Ma Klose è una piacevole anomalia di questo calcio malato. E con il suo gesto di ieri ha solo confermato quanto già si sapeva sul suo conto. I compagni di squadra lo adorano soprattutto per la sua incredibile umiltà. Un giorno lo videro allenarsi con i giocatori della Primavera: restarono esterrefatti quando a fine allenamento si mise a raccogliere i palloni insieme ai ragazzini, invece di lasciar loro l’incombenza come fanno le star. Ieri al San Paolo a restare a bocca aperta sono stati quelli del Napoli. Il fallo di mano lo avevano visto, ma avevano visto anche gli arbitri convalidare la rete. Il tentativo portato avanti da De Sanctis e company di far ammettere a Klose le sue colpe era solo una mossa disperata. E invece l’attaccante tedesco, senza fare una piega, ha ammesso tutto: fallo di mano, gol da annullare. E così, invece di ricevere gli abbracci dei compagni di squadra per la rete realizzata, il tedesco ha ricevuto quelli dei napoletani che si sono complimentati con lui. Tutti, non uno escluso. «Un bel gesto, che va solo applaudito », ha commentato il capitano Paolo Cannavaro. Ha aggiunto Walter Mazzarri, allenatore del Napoli: «Bravo lui, ma bravo anche chi ha fatto le regole, ossia l’introduzione della prova Tv che, di fatto, riduce la possibilità di errori e trucchi». L’arbitro Banti ha ringraziato a suo modo Klose risparmiandogli un’ammonizione che da regolamento ci stava tutta. Un gesto di buon senso da condividere in pieno.

Quel precedente tedesco – Un gesto che per Klose vale molto più di tanti gol. Un gesto che, peraltro, non è una novità per l’attaccante tedesco. Nel 2005, quando giocava con il Werder Brema, rinunciò a un rigore che era stato accordato alla sua squadra per un fallo da lui subito (match con l’Arminia Bielefeld). Solo che quel fallo non era stato commesso. Klose lo spiegò all’arbitro e la concessione del penalty fu revocata. Si era sullo 0-0, particolare non indifferente. Poi alla fine il Werder Brema vinse lo stesso per 3-0 e un gol lo segnò pure Miro. Anche ieri è finita per 3-0, ma non per la squadra di Klose. Già, non tutte le favole hanno il lieto fine.

Fonte: Stefano Cieri – La Gazzetta dello Sport

 

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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