ACCIDEMPOLI, CHE VITTORIA TRISTE!

ACCIDEMPOLI, CHE VITTORIA TRISTE!

Per fortuna che a destra si rivede finalmente Felipe…

 

ROMA – Spacca sempre lui, spacca Keita. Spacca la porta. Siluro a mezz’aria e c’abbracciamo. E adesso, quando conviene, sono tutti col Balde giovane. Spesso egoista, per carità, ma pur sempre decisivo. Anche contro l’Empoli eccede nelle giocate individuali, si lascia murare un tiro da Bellusci, fa imprecare Immobile e Inzaghi. Ma poi azzecca l’angolo giusto, zittisce tutti. E nel giro di 10’ minuti crea il panico toscano. Chissà se una volta per tutte si scioglie l’arcano: Keita deve giocare perché, coi suoi difetti, è comunque l’unico vero pericolo biancoceleste. Djordjevic giocherà pure con la squadra, ma tanto la squadra non gioca. Ancora poche idee e tanta improvvisazione.

FELIPE – Per fortuna che a destra si rivede finalmente Felipe. Ottimo bis casalingo da esterno nel 3-5-2. Come contro il Pescara s’illumina e dai suoi piedi sforna cioccolatini. Poco importa l’imprecisione e qualche ripiegamento sbagliato. Non è mica un terzino, ma ci mette l’anima e una qualità che altrove la Lazio non ha. Ogni azione è una fiammata, mai costruita e studiata in settimana. L’Empoli sembra molto più inquadrato. Basti vedere il miracolo di Strakosha a salvare il primo tempo allo scadere: cross di Pucciarelli, sfuggito a Wallace, incocciata di Gilardino. Per fortuna centrale.

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RIPRESA – Portiere biancoceleste battuto, ma salvato dalla traversa all’inizio della ripresa: il siluro al volo di Pucciarelli è da standing ovation. Keita è il solo a provare a fare il bis, ma Inzaghi pensa bene di toglierlo al 66’. Follia pura perché Immobile, a parte un tiro al volo, è impalpabile in campo. Al 71’ entra solo nella prima manovra della Lazio in tutta la partita. Inzaghi vince, difendendo l’1-0 contro l’Empoli e trovando il raddoppio rocambolesco al fotofinish con Lulic. Di certo così non può convincere.

BIGLIA – E, nella giornata del ritorno alla vittoria, c’è la solita doccia fredda di Biglia, accasciato a terra a una manciata di minuti dall’inizio. Inzaghi si mette le mani ai capelli, lui zoppica e si tocca il polpaccio fra le smorfie di dolore. I medici lo avevano pregato di non forzare, invece lui ci ricasca. Adesso il terrore è che possa aver pregiudicato la situazione con uno stiramento più grave. Altro che convocazione della Selecciòn, piange la Lazio. Don’t dry for me Argentina. E intanto spunta una notizia clamorosa: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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