Lazio-Inter: secondo ko consecutivo, dopo il vantaggio

Lazio-Inter: secondo ko consecutivo, dopo il vantaggio

Ecco l’analisi della sconfitta: nonostante i 5 tenori in campo, squadra disunita dopo il pari di Andreolli. Perso il possesso palla e affondato pochissimo il tackle.

ROMA – Terza sconfitta di fila in gare ufficiali (non accadeva dal 2012) e terza partita di fila in campionato con almeno 3 gol subiti (non accadeva dal 2009): non un buon finale di stagione per i biancocelesti, apparsi privi di stimoli e “appagati”, soprattutto dopo il gol del vantaggio. Un dato nuovo per il campionato, quello sul gol del vantaggio: la Lazio era prima in Europa per punti fatti dopo essere andata avanti, con 18 vittorie e un pari in 19 precedenti; poi, con Fiorentina e Inter, due sconfitte su due nonostante il vantaggio.

APPAGAMENTO 

Per fortuna erano partite “inutili”, e la Lazio di ieri era anche scesa in campo in formazione sperimentale. Un modulo offensivo con “5 tenori”, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson, Luis Alberto, Keita e Immobile, tutti insieme per la prima volta dal primo minuto, per la “gioia” di Biglia e della fase difensiva. L’Inter è apparsa più compatta, tanto che la Lazio ha saputo tirare in porta una sola volta, e su calcio di rigore. A parità di percussioni centrali (10-10), i nerazzurri hanno saputo sfruttare le fasce meglio dei biancocelesti: 9-5 gli attacchi a sinistra, addirittura 9-2 a destra, ed è un peccato visto che da lì era arrivato lo spunto di Felipe Anderson per il rigore del vantaggio. Ma una volta subito il pari, la Lazio si è fermata: dopo il gol di Andreolli il possesso palla, che era stato di 11′ 45′’ per la Lazio e 5′ 32′’ per l’Inter nella prima mezzora, è diventato di 2′ 06′’ per i padroni di casa e 5′ 58′’ per gli ospiti nell’ultimo quarto d’ora del primo tempo, il triplo. La Lazio non è andata oltre i 7′ 37′’ di possesso nella metà campo avversaria, giocando in quella propria per il 70%: non sorprende dunque che a fine gara le occasioni create siano appena 3 (2 Keita, 1 Felipe Anderson).

RECORD NEGATIVO

Un dato così basso non si verificava dal dicembre 2015, proprio contro l’Inter – sottolinea Laziopage – ma allora la Lazio giocava a San Siro e in ripartenza, e vinse la gara. Stavolta, oltre alle evidenti sviste dell’arbitro Di Bello, ha pesato la condizione mentale, con la Lazio che ha affondato il tackle vincente appena 9 volte contro le 21 degli avversari. A Lotito non è piaciuto questo atteggiamento rinunciatario e ieri ha strigliato la squadra e dato una punizione: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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