IL PARAGONE – Lazio-Verona come Lazio-Atalanta del “Libera la Lazio”

IL PARAGONE – Lazio-Verona come Lazio-Atalanta del “Libera la Lazio”

2300 biglietti staccati. Questi i dati di un semi-deserto glaciale. E ora, dopo i buu che squalificano Curva e Distinti, persino il silenzio fa più rumore. Nonostante la riapertura della Maestrelli, tornelli quasi immobili, nessun profumo di caffé borghetti. Solo l’odore di una rabbia fredda, ma feroce.

ROMA – Non è più una Lazio in patria. Non c’è più un soffio d’Olimpico favorevole che possa spingere la squadra. Rimane quasi scioccato, Milinkovic, quando mette piede in campo prima del fischio d’inizio col Verona e alza lo sguardo verso il cielo: “Io ero venuto a Roma anche perché sapevo che qui c’erano tanti tifosi. Non è bello giocare senza la nostra gente a caricarci, dobbiamo cercare di riportarla all’Olimpico. In uno stadio così grande, poi, si nota ancora di più il vuoto”. L’atmosfera è surreale, una forza di gravità al ribasso. Anzi, forse al punto più basso: solo due anni fa si erano raggiunti simili precipizi, con il “Libera la Lazio”. Duemila e trecento biglietti staccati – si legge su IlMessaggero – come a Lazio-Atalanta dell’8 marzo 2014, una piccola fetta d’abbonati e tanti minori. Questi i dati di un semi-deserto glaciale. E ora, dopo i buu che squalificano Curva e Distinti, persino il silenzio fa più rumore. Nonostante la riapertura della Maestrelli, tornelli quasi immobili, nessun profumo di caffé borghetti. Solo l’odore di una rabbia fredda, ma feroce. Una sera in cui c’è appena una cosa da sentire dietro abbonamenti mai esibiti e nessun biglietto strappato in Curva. Fuori: “Assenti per amore”. Piuttosto la Nord il prossimo 20 febbraio andrà a vedere la Lazio calcio a 5. Senza barriere.
Cittaceleste.it
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