LE VOCI – Lotito ci ricasca: “Spaccio e prostituzione in Curva, lo dicono le Istituzioni. Barriere? Senza ci avrebbero chiuso lo stadio”

LE VOCI – Lotito ci ricasca: “Spaccio e prostituzione in Curva, lo dicono le Istituzioni. Barriere? Senza ci avrebbero chiuso lo stadio”

Il presidente biancoceleste presente all’Università europea di Roma per un convegno torna su una terribile frase boomerang, da tempo rinfacciata dalla Curva Nord. E aggiunge: “I tifosi non possono influenzare l’aspetto aziendale. Sulle barriere c’è una figura come il Prefetto”

ROMA – Ci ricasca, Lotito: “Il Comitato Provinciale della Sicurezza ha dimostrato come nelle curve ci sia spaccio e prostituzione. Non lo dico io, ma le istituzioni”. Il presidente biancoceleste presente all’Università europea di Roma per un convegno torna su una terribile frase boomerang, da tempo rinfacciata dalla Curva Nord. E aggiunge: “I tifosi non possono influenzare l’aspetto aziendale. Sulle barriere c’è una figura come il Prefetto che deve garantire la pubblica sicurezza per prevenire comportamenti sbagliati all’interno delle Curve. A Roma c’erano dimensioni anomale. Su questo tema è stata fatta molta strumentalizzazione. La Curva dall’Olimpico è molto numerosa rispetto a quella delle altre città e merita una gestione diversa. Sono state fatte delle scelte legate esclusivamente alla tutela della sicurezza. Quello è luogo di tutti quelli che vogliono accedere e non è patrimonio esclusivo di nessuno. Se noi come società ci fossimo opposti il Prefetto avrebbe decretato la chiusura dello stadio. Io sono obbligato a prenderne atto proprio perché ci sono stati dei comportamenti che sono stati sottoposti ad autorità giudiziaria. Sono scelte che magari non si possono magari condividere ma che bisogna rispettare”.

ALTRE ACCUSE – Sembra quasi un comizio di Lotito sui tifosi: “Loro hanno avuto un forte peso interlocutorio con le società. I giocatori non possono oggi andare a parlare sotto la curva pena una multa di 40 mila euro. Questo circuito va interrotto. In passato, i tifosi intesi come appassionati deformati, facevano pressioni su chi doveva essere ceduto e acquistato. Le società erano tenute in scacco da loro. Ad esempio la Lazio per anni ha avuto il sostegno dei propri tifosi con sottoscrizione di capitali. Famiglie che si sono rovinate producendo anche un’inversione di ruoli”. Lotito ha cambiato lo status quo, per questo è odiato a suo modo di vedere: “Le mie iniziative ora sono un esempio per il sistema, queste consentiranno di essere fra i più trasparenti del mondo. Il calcio deve essere rappresentato da persone al di sopra di ogni sospetto, e noi dobbiamo educare il tifoso al raggiunto dell’obiettivo per merito. Come nello studio, i parametri del calcio sono gli stessi. Vince chi merita”.

PERQUISIZIONI – A Milano Lotito è indagato per evasione fiscale: “Il Blitz della procura di Napoli sono solo cose legate all’interpretazione del procuratore. Sono stato e vengo ancora oggi osteggiato perché ho fissato paletti con diritti e doveri nel mondo del calcio”. Infine il discorso sugli stadi di proprietà tanto caro al numero uno biancoceleste: “Come Lega avevamo fatto una norma stravolta dal Parlamento. Gli stadi hanno tre elementi di criticità: patrimoniale, economico e di sicurezza. Dovrebbe essere realizzato in periferia così come nacque l’Olimpico che all’epoca era in una zona decentrata per motivi di traffico e di sicurezza ovviamente. Sarebbe bello vivere in un villaggio sportivo 365 giorni l’anno. Lo stadio non sarebbe più un teatro di conquista, ma un qualcosa che lo stesso tifoso vorrebbe tutelare come fosse un bene di famiglia. Non possiamo più dipendere dai diritti Tv che incidono per il 75% sui bilanci. Dobbiamo produrre utili in altra maniera. Se saltano i diritti Tv il sistema collassa”.

KONKOMODO – Rivela pure un nostro retroscena: “Mentre volevo parlare di contratto con Konko, si e’ infortunato (ride, ndr). A Konko gli ho proposto un contratto anno per anno”.

Cittaceleste.it

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