Lotito sfida la Juve per la Supercoppa e Keita

Lotito sfida la Juve per la Supercoppa e Keita

Il presidente vuole vendicarsi con Agnelli che lo ha estromesso dai poteri alti sia alzando il trofeo sia resistendo agli assalti per il gioiello senegalese in scadenza

ROMA – Il miglior attacco è la difesa. Così Inzaghi fa pretattica e Lotito sottrae il suo gioiello al ratto: «Non è cambiato nulla sul fronte Keita». Il senegalese aspetta sempre la Juve, ma ora non più sul mercato: «Giocherò la Supercoppa e alla fine resterò alla Lazio», la confessione fatta in settimana a un tifoso in un noto centro commerciale di Roma. In effetti, Simoncino giura d’esser pronto a schierare – senza farsi influenzare dalle brame bianconere o da input societari – il Balde giovane. E c’è da credergli, ma è una questione di necessità. Perché puntare in primis su Felipe non è una solo scelta aziendalista e coerente – sottolinea IlMessaggero – ma ha una precisa logica tattica: il brasiliano può senz’altro dare una mano d’aiuto in più a tutta la squadra. Il nodo resta legato alle sue precarie condizioni: «Sto meglio – chiosa Anderson – ma se dovesse giocare Keita siamo tutti sicuri che darà il 100%. E’ un grande giocatore e io lo stimo».

VENDETTA

Nonostante la scadenza, Lotito lo valuta addirittura 30 milioni e non fa sconti. Il futuro di Keita con la Juve si decide adesso e pure fra 20 giorni, insieme al destino della Lazio. All’attacco, ma anche in difesa del proprio patrimonio e dell’orgoglio. Il Balde giovane resterà davvero a Formello se la Vecchia Signora non s’avvicinerà parecchio alla cifra richiesta. Di fronte a quest’arroganza bianconera da nemmeno 20 milioni, il club capitolino è pronto pure a rimetterci (in fondo 300mila euro a bilancio iniziale) e perdere l’ex stella blaugrana a zero fra un anno. Adesso lo ha capito anche il senegalese, forse per questo comincia a pensarci ad alta voce. O forse perché vuole giocare proprio per far vedere alla promessa Juve perché deve sposarlo il prima possibile e a qualsiasi costo. Anche a quello di venire incontro a un intransigente Lotito, ancora ferito più dal complotto bianconero per estrometterlo dalla Figc che dalle ultime sconfitte sul campo. Una vittoria contro Agnelli in Supercoppa insomma non significherebbe soltanto infrangere il tabù della sua era, ma anche riprendersi – almeno simbolicamente – una fetta di potere: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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