Agnelli-Lotito, quante liti. E ora lo scontro finale

Agnelli-Lotito, quante liti. E ora lo scontro finale

In realtà la battaglia proseguirà anche sul mercato e sopratutto sul fronte Keita

ROMA – Nel settembre 2014, durante un’assemblea di Lega, si sfiorò la rissa. Tra Lotito e Agnelli, al culmine della loro rivalità politico-sportiva, volarono insulti su multiproprietà e seconde squadre. Ma ogni argomento è un pretesto valido per polemizzare e ribadire la rispettiva appartenenza a fronti opposti. Prima e dopo l’elezione di Tavecchio come presidente Figc. Quella fu una vittoria di Lotito, perché Agnelli all’epoca stava (ovviamente) con Albertini. Sul campo invece non c’è mai stata storia: tre finali ( una di Coppa Italia e due di Supercoppa ), tre successi dello juventino. Stasera altro capitolo della saga, con Lotito che ha un motivo in più per conquistare il quarto trofeo della sua gestione.

MERCATO – Poi – sottolinea Repubblica – la sfida si sposterà sul mercato: ecco, lì la difesa del presidente biancoceleste può avere la meglio sul tandem d’attacco Agnelli-Marotta. Perché con la Lazio, la strategia della clausola di rescissione non funziona. La Juve ha portato via così Pjanic alla Roma e Higuain al Napoli, ma Lotito non accetta di inserire penali che consentano al calciatore di liberarsi dai contratti. Il prezzo lo fa lui, ed è sempre decisamente superiore al valore di mercato. In questo modo scoraggia gli acquirenti, soprattutto se si chiamano Agnelli e Marotta. Un esempio? Sergej Milinkovic. Piace da matti ad Allegri e alla Juve tutta, anche perché ricorda per potenza e tecnica Pogba, ma il prezzo è già schizzato a 40 milioni. Lotito gli ha fatto rinnovare il contratto (fino al 2022) a tempo di record, ovviamente senza clausola. Per un’altra stagione il serbo resterà di sicuro alla Lazio, poi la Juve ci proverà sul serio: chissà che cifra urlerà Lotito. Strategia diversa per Keita, contratto in scadenza nel 2018: pur di non trattare con il “nemico”, i bianconeri hanno intenzione di aspettare. E prendere il talento senegalese, che dovrebbe partire titolare stasera, gratis l’anno prossimo. La contromossa di Lotito, se il ragazzo proprio non vorrà rinnovare, è cederlo subito al Milan dell’amico Fassone per una ventina di milioni. Almeno 10 in meno del suo valore: è disposto perfino allo sconto, il presidente della Lazio, pur di non vedere il “suo” Keita nella Juve di Agnelli, nonostante le parole del padre: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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