CASA LAZIO / No a City e United: Cataldi orgoglio Laziale!

CASA LAZIO / No a City e United: Cataldi orgoglio Laziale!

L’ha scoperto uno scout di Lotito, lo ha portato alla Lazio, ha bruciato la concorrenza dei due club di Manchester

ROMA – Ha studiato Biglia, l’ha guardato con attenzione, ha rubato con gli occhi ogni minimo movimento. È chiaro, la strada è ancora lunga, ma Danilo Cataldi ha imboccato quella giusta. Ha impiegato qualche mese, inizialmente ha sofferto, ha ricevuto critiche, ha lavorato in silenzio e si è rialzato da solo. Domenica – scrive iltempo.it – ha realizzato il primo gol in serie A (in perfetto stile Biglia), ha esultato sotto la curva Nord, ha scaricato mesi d’ansia e pressione: «Non riesco a giocare tranquillo – aveva dichiarato a novembre – il regista non è un ruolo facile. Lucas è insostituibile». Sfrutterà l’assenza del Principito per stregare Pioli, proverà a convincere anche se stesso, ha qualità importanti e voglia di arrivare. Cataldi è un centrocampista completo, può ricoprire più posizioni, è un patrimonio della società, presto verrà blindato (contratto in scadenza 2017). Napoli, Juventus e Inter continuano a seguirlo, il ct Conte non vede l’ora di convocarlo tra i grandi, per l’Under 21 di Gigi Di Biagio è un punto di riferimento. È cresciuto nel settore giovanile biancoceleste, è da sempre un predestinato, è esploso nella stagione 2013-2014 con il Crotone in serie B. Un passaggio fondamentale, per «Cataldino» (così lo chiamano affettuosamente i compagni) quello è stato un anno decisivo, si è allontanato da casa, è diventato uomo all’improvviso. Papà Francesco e Mamma Patrizia non hanno mai smesso di seguirlo, il legame tra di loro è indistruttibile. Cataldi ha mosso i primi passi nell’Ottavia Calcio, campetti di terra e ginocchia insanguinate, a 14 anni era già forte, testardo e tecnicamente perfetto. L’ha scoperto uno scout di Lotito, lo ha portato alla Lazio, ha bruciato la concorrenza dei due club di Manchester. Il grande salto è dietro l’angolo, la svolta in Primavera, in panchina c’è Alberto Bollini, il mister dei successi: «Danilo rappresenta l’orgoglio del settore giovanile – ha svelato l’attuale secondo di Reja all’Atalanta – sta interpretando al meglio il suo lavoro, ci mette sempre tanta passione. Lo scorso anno è uscito fuori alla grande, forse anche grazie ad un pizzico di spensieratezza in più. Roma è particolare, offre grandi responsabilità, a 20 anni puoi soffrirle, è normale». Ma Bollini non ha dubbi: «Vive in una grande società, gli vogliono tutti bene, non deve temere nulla. Il gol con il Chievo lo aiuterà sicuramente. Il ruolo? Non è Biglia, su questo non ci sono dubbi. Non ha la sua esperienza, non sa leggere ancora le partite come lui. Forse si muove meglio come interno, ma la posizione conta poco, Cataldi ha le qualità per giocare ovunque. Ha trovato un tecnico che crede in lui, deve stare tranquillo e sereno. Quest’anno poi giocherà anche gli Europei con la Nazionale, non può che migliorare». Uno scudetto e tanti trofei conquistati con la Primavera: «Lui ci teneva tantissimo, si è sempre impegnato al massimo. Una volta in Coppa Italia fu espulso per un ingenuità e a fine partita aspettava una mia reazione. Rimasi zitto per tutto il tempo e quel silenzio lo fece preoccupare ancora di più». Nessuna telefonata dopo la rete al Chievo: «I miei ragazzi preferisco sentirli quando le cose vanno male».

Cittaceleste.it

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