Ciro al bersaglio: meglio del “mostro” Piola, freccia su Klose, nel mirino Beppe-gol

Ciro al bersaglio: meglio del “mostro” Piola, freccia su Klose, nel mirino Beppe-gol

Immobile vuole fare la storia della Lazio e tornare ad essere il capocannoniere della Serie A

ROMA – Ciro al bersaglio. Cecchino, ormai del gol un surdato. E ora pure laziale nnammurato. Si lancia sotto la Curva, spara dal dischetto, poi col cucchiaio in diagonale. Segna in tutte le maniere, per tutti i gusti. Non è mai banale, è fatale: ecco il pokerissimo al Cagliari. Sembrava un azzardo giocare così affaticato, ma lui ama il rischio e si tuffa. Persino quando sente il tocco di Ceppitelli o quando la difesa rossoblù s’ingarbuglia e lo rilancia solo davanti a Storari: tocco sotto, tre a zero e Immobile in quel momento nell’olimpo dei marcatori a 8 reti con Dzeko, pochi minuti dopo a quota 10: «Non m’interessa, penso solo a fare gol per la Lazio. Non so quanti ne arriveranno ancora, io vado avanti per la mia strada. So che è difficile essere il capocannoniere in Italia perché ci sono tanti campioni, ma ci proverò». Mai era partito così bene, solo Signori al primo anno di Lazio aveva fatto meglio. Beppe-gol 11 nelle prime 10 giornata, addirittura Immobile supera il “mostro” Piola fermo a quota 7 (ma poi ne centrò 12 nel 42’ e 9 nel 35’) alla prima stagione biancoceleste. Dietro Ciro, campioni come Chinaglia e Crespo, il fenomeno Zarate (6) dell’esplosione.

LE PAROLE ESCLUSIVE DELL’AGENTE

LA STRADA –  Domenica a zig a zag, in sforbiciata, per fare a pezzi il Toro. Ieri dritto dentro la porta sarda. Non si ferma più, Cirù. E stavolta rompe il silenzio rispettoso dell’ex di fronte al suo nuovo pubblico. Esulta a più non posso, Immobile: «Sono felice perché era importante vincere. Venivamo da due pareggi, uno immeritato col Bologna. Col Cagliari invece non c’è stata partita, la Lazio ha giocato alla grande e abbiamo vinto finalmente davanti ai nostri tifosi. Ci tenevo perché quest’ambiente mi ha accolto benissimo e non mi ha fatto sentire la pressione di dover sostituire un campione come Klose». Il Mito è Immobile, il panzer era due gol sotto (6) alla decima giornata della sua prima stagione. Lo scugnizzo lo sorpassa e accelera davanti ai tifosi.

UN ALTRO COLPO COME CIRO

AIUTO – Santo subito, Immobile. E in paradiso non sente più gli acciacchi: «Tre partite in una settimana, ci può stare che fossi affaticato. Ero preoccupato, ho lavorato con i fisioterapisti, ma alla fine ero pronto per giocare. Infine sono uscito in via precauzionale. Domenica c’è un’altra partita». E la possibilità di staccare Higuain – sotto di due centri – con una differenza di 84 milioni sul mercato. Sì, perché Ciro è costato alla Lazio appena 10 milioni. Anzi, 2 subito e altri 8 a giugno al Siviglia. Un affare pazzesco e Immobile ringrazia chi lo ha voluto riportare a tutti costi in Italia: «Complimenti a Inzaghi, la sua fiducia è stata decisiva per me, ma anche per la squadra. Adesso ci divertiamo in campo, stiamo applicando tutto quello che proviamo e per un attaccante è più facile concretizzare le occasioni. Specie per uno come me che ama giocare con la squadra, sfruttare la profondità e il taglio alle spalle dei difensori. Insomma a me non piace mai stare fermo». Immobile di cognome, non di fatto. A maggior ragione con le scosse: «Di fronte al terremoto il calcio dovrebbe passare in secondo piano. Abbiamo saputo durante la gara. Non vedo l’ora di correre a casa da mia figlia». E stavolta stare davvero fermo, Immobile. Abbracciato alla moglie Jessica, senza ignorarla per un gioco. Altro che più Fifa per tutti: CONTINUA A LEGGERE

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