Keita in lacrime a fine gara: è un pianto d’addio

Keita in lacrime a fine gara: è un pianto d’addio

Nelle prossime ore Lotito farà un ultimo tentativo per il senegalese, poi si sederà a trattare con Juve, Milan e Inter

ROMA – La magia si è spenta sul palo. Quel fluido che ha accompagnato Keita Balde Diao nell’ultimo mese è svanito in un battito di ciglia. Una palla che poteva cambiare il destino di una partita già segnata per la troppa forza della Juve e consacrare la stellina biancoceleste. Invece è andata come doveva andare e come è sempre andata. Quando si deve alzare l’asticella in modo definitivo e mettersi sullo stesso piano di gente come Dybala e contendersi un trofeo e la palma del più forte per una sera, ecco lì che il salto non riesce. Non è la prima volta. Ed è probabilmente per questo che a fine partita il giovane senegalese, a parte la giusta delusione per non aver vinto la sua prima coppa da protagonista, ha dato sfogo ai suoi sentimenti, mettendosi a piangere come se avesse sprecato la più grande delle occasioni. Non è così perché il suo talento è enorme e di chance ne avrà ancora tante, verosimilmente lontano dalla capitale, senza avere più addosso la maglia biancoceleste. Anche questo un altro dei motivi per cui piangere perché, nonostante la distanza e la poca empatia con la dirigenza, questo giovane calciatore nato e cresciuto in Spagna ma di nazionalità senegalese, alla Lazio è attaccato eccome.
NIENTE DA FARE
In questi ultimi trenta giorni, Keita ha stupito tutti, forse anche lo stesso allenatore per continuità, abnegazione, classe e precisione sotto porta, ma nel momento più importante è mancato. Pensare che aveva cominciato alla stragrande, mettendo in seria difficoltà campioni della difesa come Bonucci e Chiellini. Far pensare di crossare al centro, spiazzare Neto e tirare di punta tentando di infilare il portiere nel suo palo di riferimento, è stata senza dubbio una bella giocata. E’ stato sfortunato, ma invece di riprovare ancora una volta, incaponirsi e prendere spunto da Higuain, ad esempio, arrabbiarsi e tentare ancora, il buon Keita si è piantato, come se sul palo, invece della palla, ci fosse finito lui. Ha sentito la botta – sottolinea ilMessaggero – e non è stato più in grado di rialzarsi. Da quel sesto minuto, il senegalese è sparito dal campo dal punto di vista tecnico. Invece di fare la differenza, spesso si è isolato e quando ha avuto l’occasione, ha sparato alle stelle, come peggio non potesse fare.
LOTITO CI PROVA
A fine partita era incredulo per quanto fosse accaduto e si è lasciato andare. Perfino Biglia, dall’alto della sua saggezza, ha lasciato perdere qualche vecchio e recente rancore, andandolo a consolare e dicendogli ogni bene. Ora c’è da guardare avanti e vedere cosa succede. In campo proverà a fare altri gol e finire in bellezza, fuori c’è da capire come andrà a finire con la Lazio. La sensazione, e quelle lacrime nascondevano anche questo, è che il ragazzo abbia già deciso cosa fare. Proprio qualche metro più in là c’era chi lo sta corteggiando da mesi, Andrea Agnelli, che lo vorrebbe portare a Torino. Trattare con Lotito non è facile, tanto che la strategia bianconera è quella di fare il colpaccio e prenderlo a zero il prossimo anno. Il patron laziale tenterà di convincerlo a firmare il rinnovo, ma senza fare follie e se proprio non andrà a buon fine, allora il numero uno si accorderà con altre società, una potrebbe essere il Milan o anche l’Inter perché dopo aver perso la coppa Italia, lasciare andare via a zero Keita alla Juve sarebbe la beffa delle beffe: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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