La Lazio può battere la Juve a centrocampo

La Lazio può battere la Juve a centrocampo

Rispetto a due anni fa ci sono Biglia e Milinkovic in più, i bianconeri senza Pirlo, Vidal e Pogba e con Marchisio e Rincon in mediana

ROMA – Non alzate il fazzoletto, mettetelo in faccia alla Juve a centrocampo: «Verranno con la bava alla bocca dopo la sconfitta con la Roma – giura il redivivo Parolo – ma noi daremo tutto per batterli». Alzati e cammina, Marco. Oggi a Formello il provino decisivo, dopo la botta al ginocchio. Parolo al responso medico, ma già Parolo di conforto, Parolo di chi giocherà e vuole vincere: «Abbiamo voglia di stupire e anche la giusta sfrontatezza per fare bene. Vogliamo rifarci della sconfitta nella finale di due anni fa». E stavolta proprio a centrocampo la rivincita si consumerà. Il 20 maggio 2015 nel 3-4-3, varato per la prima volta da Pioli, Parolo con Cataldi, Basta e Lulic sugli esterni, dovettero vedersela con Pogba, Pirlo e Vidal. Domani sera la Juve, orfana persino di Pjanic (squalificato) e Khedira (ai box), si presenterà con Marchisio e Rincon. La Lazio non solo avrà Biglia in cabina di regia (infortunato all’epoca), ma anche il suo capocannoniere (con Immobile a tre gol) di Coppa con licenza d’uccidere le big: di Milinkovic, chiedete pure alla Roma, anche se a Torino lo conoscono già bene. 

STRAPOTERE – Sulla carta, stavolta secondo ilMessaggero, la mediana biancoceleste sembra davvero più forte. Da lì dovranno partire i contropiedi e gli inserimenti studiati da Inzaghi. La difesa dovrà essere sgravata da ogni compito d’impostazione e concentrarsi solo su Higuain e Dybala. Biglia darà una mano e, in regia, proverà a filmare un the end diverso dalle ultime sue finali disputate fra Argentina e Lazio. Parolo lo aiuterà nei compiti d’interdizione insieme a Lulic, pronto ad accentrarsi dalla fascia nei momenti di difficoltà. Milinkovic sarà liberò di lanciare Keita e Immobile, ma anche di fare a sportellate in area per i loro inserimenti o semplicemente per i suoi. Sergej non solo uomo-derby, ma ormai della provvidenza sotto porta. C’è un popolo intero che lo considera già un idolo scaccia fantasmi. Lui ha promesso a tutti che alzerà un trofeo, Parolo si augura sia proprio questo: «La Coppa Italia sarebbe un grandissimo sogno e i nostri tifosi se lo meritano». Da ieri sono però preoccupati per la designazione arbitrale: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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