Sette gare per difendere l’Europa League… Anzi otto!

Sette gare per difendere l’Europa League… Anzi otto!

Con la finale in mano la Lazio accederebbe automaticamente ai gironi

ROMA – La Champions può aspettare. La Lazio deve ancora crescere per ambire a certi traguardi. Lo ha dimostrato sul campo che il divario con quelle che la precedono, soprattutto il Napoli è ancora grande. L’Europa League è l’obiettivo più giusto da inseguire e guardando la classifica verrebbe da dire che da qui alla fine bisognerà difenderlo dall’assalto delle inseguitrici. Ci sono cinque squadre per tre posti, visto che la finale di Coppa Italia tra Juventus e Lazio ha sbloccato il sesto posto in campionato. Probabilmente la Fiorentina è quella che ha meno chance visto che è a 8 punti dalla Lazio quarta e 3 punti dall’Inter settimo. Soprattutto i viola devono affrontare Inter, Napoli e biancocelesti. Non certo un calendario semplicissimo. Inzaghi è stato bravo a costruire un piccolo miracolo in questa stagione, iniziata con i fantasmi e che potrebbe concludersi con i fuochi d’artificio. Comunque vada la Lazio disputerà due finali: Coppa Italia e Supercoppa. E cerca la ciliegina sulla torta chiamata Europa.

7 GARE – Il calendario ora prevede due match abbordabili contro Genoa e Palermo. Immobile e compagni dovranno sfruttarli al massimo visto che sabato Milan ed Inter si affrontano nel derby e l’Atalanta sfida la Roma all’Olimpico. La prossima i nerazzurri sono ospiti in casa della Fiorentina mentre Atalanta e Milan hanno turni agevoli contro Bologna ed Empoli. La Lazio dovrà fare sei punti per provare a scavare un solco più profondo visto che successivamente i biancocelesti affronteranno il derby con la Roma e poi terzultima e penultima contro Fiorentina e Inter. «Siamo ancora quarti e dovremo difendere questa posizione con i denti» ha sottolineato più volte Inzaghi. «Questa sfida può servirci per il futuro, ci aiuta per crescere. Credo che quest’anno sia l’inizio di un ciclo importante per la Lazio. Questa sconfitta serve per darci voglia di reagire e esaminare gli errori. Solo sbagliando si impara» gli ha fatto eco Parolo. La verità è che manca fiato e ossigeno per alzare l’asticella e pensare davvero – a mente lucida – alla Champions. Era inevitabile il calo fisico con tre big match consecutivi, ecco cosa dovrà migliorare nel prossimo mercato per provare a crederci e non solo a sognare.

SALTO – Qualcuno dopo la partita ha puntato mezzo dito col tecnico, soprattutto per i cambi ritardati e l’atteggiamento iniziale rinunciatario. Ma a Simone si può rimproverare davvero poco. Si trova al quarto posto in classifica e soprattutto ha fatto lievitare il valore della rosa lanciando anche diversi giovani della Primavera. Considerato uno Yes man ora Inzaghi è il vero simbolo di una trasformazione che dovrà avvenire per gradi. L’errore più grande è quello di cadere nell’ossessione da risultato, la Champions era un sogno e non una questione di vita o di morte. Anche perché bisogna crescere a livello mentale – sottolinea ilMessaggero – e abituarsi a vincere. La base ora è solida, si deve cominciare a mettere qualche mattone in più per alzare la famosa asticella e cominciare ad essere sempre più una certezza del campionato che una Cenerentola degli anni dispari: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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