Diavolo Sergej, una prova in cielo e in terra per gli dei: “Grande Lazio”

Diavolo Sergej, una prova in cielo e in terra per gli dei: “Grande Lazio”

Top player per duelli aerei e per palle recuperate. I falli testimoniano personalità come le sue parole

ROMA – E’ l’emblema della prestazione della Lazio al San Paolo: grinta, coraggio e veleno. Milinkovic-Savic a Napoli ci lascia gambe e testa, anche nei numeri: top player per duelli aerei vinti (5), ma anche per palle recuperate (12), persino a costo del fallo ripetuto (4). Ancora una prestazione d’applausi per questo serbo di fuoco, pronto sempre lì, fra il centrocampo e la trequarti, a giganteggiare. Sergej sgomita, scalcia, fa il lavoro sporco con sacrificio e stazza, poi si pulisce la meravigliosa coscienza sul suo profilo Instagram: “Grande punto! Bravi ragazzi!”. La strada è quella giusta e Milinkovic la percorre a tutta velocità: la media è di 8,3 Km/orari, roba da prendere almeno la bici per inseguirlo. Inzaghi lo considerava ancora una riserva ad Auronzo, adesso gioca a prescindere dal modulo.

PERSONALITA’ – Ha qualità, fisico, malizia. Non soffre la pressione. In realtà, lo aveva già dimostrato l’anno scorso, alla prima esperienza in serie A. Con 12 mesi di campionato italiano alle spalle però sembra un veterano. Milinkovic sa quello che vuole e non ha neanche paura di dirlo. Personalità straripante sull’erba e davanti a un microfono. Appena arrivato sognava il Real Madrid, la sua squadra del cuore. Un giorno magari ci arriverà e forse sarà meglio così. Perché significherà che avrà fatto grandi cose per la Lazio, le ha promesse. Talvolta è meglio la schiettezza di uno così, piuttosto delle dichiarazioni d’amore sempre tradite. Chi prometteva di voler diventare una bandiera della Lazio è andato a vincere all’Inter. A vincere? CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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