ROMA - L’importanza di chiamarsi Antonio. Candreva guarda negli occhi Conte ed è ancora più convinto di restare a Formello: «Con la Lazio diventerai un pilastro dell’Italia», gli bisbiglia il Ct. Che, solo due mesi fa, lo voleva trascinare a tutti i costi alla Juve. Adesso, come se non bastassero…
ROMA - L’importanza di chiamarsi Antonio. Candreva guarda negli occhi Conte ed è ancora più convinto di restare a Formello: «Con la Lazio diventerai un pilastro dell’Italia», gli bisbiglia il Ct. Che, solo due mesi fa, lo voleva trascinare a tutti i costi alla Juve. Adesso, come se non bastassero i 2 milioni d’ingaggio promessi da Lotito, c’è pure un ulteriore sprone azzurro a scacciare la voglia di Champions di Candreva: in biancoceleste sarà sempre un re e potrà far vedere tutta la sua forza. Continui a far gol, a macinare record e chilometri. L’Europa e la gloria arriveranno, prima con la Lazio, poi con la Nazionale. Bandite ogni rimpianto, gioite del futuro. La depressione può già essere un lontano ricordo: Marchetti stringa forte i suoi guantoni e non li molli più. Perché anche Federico ora può respirare il ritorno. Così dovrà ritrovare gli stimoli per risorgere ancora. Come dopo il calvario di Cagliari, s’immerga nelle origini biancocelesti. E’ un anno zero per lui e per tutta la squadra. Fratelli di Lazio, la Lazio s’è desta. Stringiamoci a coorte. E’ un inno pure ai tifosi.
IL RILANCIO DI MARCHETTI L’alleato Conte che non t’aspetti. O forse, sì. Considerato il lavaggio del cervello di Lotito in 72 ore. Di sicuro è rimasto senza parole, Marchetti: «Per me, sei uno dei più forti». Ha vissuto mesi difficili, Federico. Ma ora vuole riprendersi la Lazio. Che gongola, insieme al portiere, di fronte all’attestato di stima di Conte. Marchetti dev’essere rivalutato, è rimasto, è un big. Con questa spinta azzurra, magari tornerà a volare fra i pali. Col Bassano o contro il Milan, Pioli deve ancora sciogliere il nodo in porta con Berisha: chi scenderà in campo in Coppa Italia, potrebbe guardare dalla panchina il campionato. In due settimane si capiranno almeno le gerarchie iniziali, Conte ha dato un input neanche troppo velato a Pioli. Ieri altre prove a Formello per la sfida di domenica sera: in difesa Braafheid insidia Radu, mentre Cana e Ciani sperano di giocare al fianco di de Vrij e Basta.
LA CONCORRENZA DIVAMPA Qualche dubbio a centrocampo: Biglia è rientrato per ultimo (ieri in squadra con Cataldi e Parolo), la regia dovrebbe spettare a Ledesma. Mai provati insieme sinora: può dunque riemergere il tormentone dell’era Petkovic in cabina di comando. Davanti Djordjevic, supportato da Felipe Anderson e Keita. C’è un campione del mondo in panchina: Klose dovrà subito rincorrere il “cecchino” Filip, non solo in Coppa Italia. Oggi Miro racconterà in conferenza (ore 12.30) a Formello le sue emozioni in Brasile, ieri si muoveva nel tridente con Mauri e Candreva. Per carità, neanche Antonio è certo una riserva, ma questo nuovo Felipe Anderson cercherà sempre di mettergli un po’ di paura. Non s’arrenderà di fronte all’importanza di chiamarsi Antonio. (ilmessaggero)
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