Il portiere resterà alla Lazio? E, se sì, con che ruolo? Proviamo a ipotizzare gli scenari futuri. C'è anche l'ex Torino che potrebbe riportarlo verso casa.

ROMA - Se ne parla poco, ultimamente. Forse anche per l'esplosione di Strakosha, che in questa stagione, partita dopo partita, ha strappato applausi a suon di parate. Ma Federico Marchetti è ancora lì, fa parte della Lazio e la società, insieme al giocatore, deve decidere quale futuro gli sarà riservato. Perché Marchetti, per la Lazio, ha significato e significa ancora molto.

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Marchetti, portiere ex Cagliari

I SEI ANNI BIANCOCELESTI

Marchetti arriva nell'estate del 2011, dal Cagliari, per cinque milioni di euro. Nelle precedenti stagioni, la porta era stata difesa da Fernando Muslera, poi passato al Galataasaray nella stessa finestra di mercato, subito prima di conquistare una Copa America da protagonista con la maglia dell'Uruguay. La stagione migliore di Marchetti alla Lazio, probabilmente, resta quella 2012-2013, durante la quale Federico riesce a restare imbattuto per 544 minuti consecutivi, salendo sul podio di questo record: è dietro solo a Pulici (secondo con 606 minuti) e Marchegiani (primo con 744 minuti). Nella stessa stagione, vince la Coppa Italia contro la Roma. E, nell'annata successiva, riceve la fascia da capitano, indossata per la prima volta il 19 dicembre 2013, nella sfida contro il Legia Varsavia in Europa League. E arriviamo così al secondo punto.

Federico Marchetti, ex portiere del Cagliari

FASCIA DA CAPITANO

Con la partenza di Biglia, che appare sempre più probabile, la fascia potrebbe essere affidata a lui, nonostante la forte candidatura di Lulic. Marchetti è alla Lazio da diversi anni, ha il giusto carisma per svolgere quel ruolo, in campo si fa sentire. L'ha già indossata, e potrebbe ritrovarla. Adesso però, viste le prestazioni di Strakosha, la Lazio si interroga sul futuro del portiere, ultimamente troppo spesso out per infortunio: tenerlo o lasciarlo andar via? Il capitano, certo, non si fa sentire solo in campo, ma anche e soprattutto nello spogliatoio. Anche dalla panchina, durante la partita, può essere importante avere un uomo della sua personalità. Un po' come fu con Di Natale nella sua ultima stagione a Udine, durante la quale giocò poco, ma si fece sentire molto. Oltre a Di Natale, Marchetti potrebbe prendere come esempio un altro giocatore.

Strakosha-Lazio

SECONDO PORTIERE E CHIOCCIA

Christian Abbiati, nella sua ultima stagione rossonera, svolse questo duplice ruolo, che poi in fondo è uno solo: restò come vice di Donnarumma e per farlo crescere, grazie ai suoi consigli. Stessa cosa potrebbe fare Marchetti con Strakosha. La differenza sta nel fatto che, se Abbiati ha svolto questo ruolo a ridosso del suo ritiro dal calcio giocato, Federico ha ancora più di qualche anno davanti come portiere, condizioni fisiche permettendo. Trentatré anni non sono tanti, considerando l'età di altri portieri in Serie A: Sorrentino, a trentotto anni, sforna grandi prestazioni; stessa cosa, ovviamente, per quanto riguarda Gigi Buffon. Con la fascia da capitano o senza, come vice di Strakosha o no, Marchetti a breve dovrà decidere il suo futuro, e dovrà farlo insieme alla Lazio. Che per adesso sembra essere concentrata su altri fronti.

RITORNO AL TORO

Il portiere di Bassano del Grappa ha il contratto in scadenza nel 2018 e l’ipotesi rinnovo è sempre più difficile. Una squadra è tornata alla carica per aggiudicarsi le sue prestazioni di Federico Marchetti: il Torino. E per Federico sarebbe un ritorno a casa. Cresciuto nelle giovanili granata fino al 2002 e poi protagonista della Prima squadra nella stagione 2004/2005, Marchetti - secondo le nostre indiscrezioni - starebbe vagliando il ritorno alle origini, con qualche contatto persino con Cairo. Sarebbe la soluzione perfetta anche per la Lazio, che potrebbe inserirlo in una maxi-operazione con il Torino per Zappacosta e Benassi: CONTINUA A LEGGERE

Cittaceleste.it

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